Cuginetti travolti a Vittoria, le foto dei funerali di Simone: "Vogliamo giustizia"

Il padre di Alessio, Alessandro D’Antonio, chiede ancora giustizia per il figlio 11enne ucciso da un Suv insieme al cuginetto Simone, di cui oggi si celebrano i funerali a Vittoria alla presenza del vicepremier Luigi Di Maio, giunto in città.

«Il ministro Di Maio ha promesso l’interessamento del governo; il ministro Bonafede si interesserà alla legge per inasprimento delle pene e che spero porterà il nome dei nostri figli. Credo in loro, nel ministro Salvini, nella giustizia, sentiamo vicine le istituzioni. Io da Vittoria non posso andare via. Devono andare via tutti questi delinquenti. Devono stare in galera per tutta la vita e per le vite innocenti che hanno strappato anche alla vita anche quella ragazza di Donnalucata che ha lasciato un bimbo disabile», conclude, dopo il colloquio riservato.

Il feretro del nipote Simone è accompagnato da una folla nella basilica di San Giovanni Battista. Ha salutato la nonna invalida che abita nella casa di fronte alla sua, poi in lungo applauso mentre la bara viene sollevata davanti al garage di casa con il suo go kart, la minimoto, le biciclette che amava. La madre devastata dal dolore tocca la piccola bara bianca. In chiesa anche il presidente della Regione Nello Musumeci: «E' l’ora del dolore, delle preghiere e del silenzio». Accanto a lui il prefetto di Ragusa Filippina Cocuzza e le autorità iblee.

Un lento incedere lungo la navata centrale della chiesa di San Giovanni Battista a Vittoria, accompagnato dal Coro polifonico Jubilatae gentes che canta «Cristo nostra Pace». La piccola bara bianca di Simone D’Antonio è stata sistema davanti all’altare. E’ il vescovo di Ragusa, monsignor Carmelo Cuttitta, a celebrare il rito funebre. «Il Dio della speranza che ci riempie di gioia e pace sia con tutti voi». Inizia così la Messa, per dare l’ultimo saluto al piccolo. Poi la lettura del Libro dell’Apocalisse, di San Giovanni Apostolo. Il Vangelo secondo Giovanni parla della salvezza divina, di Gesù fatto vivo, pane e sangue per ristorare e salvare gli uomini. Una grande folla si è stretta ai familiari in una Vittoria a lutto.

«Saluto e accolgo con sobrietà le distinte autorità che si cono trovate qui insieme per celebrare le esequie del piccolo Simone - dice il vescovo - la Parola del Signore che abbiamo ascoltato è di rendimento di lode al Padre del cielo e della terra perchè ha nascosto delle cose per rivelarle ai piccoli. Nessuno conosce il figlio se non il padre. Dopo queste parole Gesù dice 'venite a me voi che siete stanchi e oppressi e io vi darò ristorò. Ecco - prosegue Cuttitta - siamo stanchi dei momenti difficili che stiamo vivendo, di non trovare ciò che serve alla collettività, di andare avanti alla rinfusa, senza mai convergere e trovare tutte le soluzioni possibili perchè alcune cose che accadono non accadano più. Quando avremo possibilità di condividere fraternamente tutto ciò che abbiamo, allora saremo delle gioia. Nel Vangelo Gesù manifesta la volontà di colui che lo ha mandato, Dio suo padre. Viene sulla terra per salvare tutti gli uomini, e nessuno di noi può essere perduto. Chiunque vede il figlio e crede il lui avrà la vita eterna. Simone aveva ricevuto come Alessio la Prima comunione, una festa famigliare ma all’improvviso tutto cambia. Ancora una volta ci siamo riuniti attorno all’altare per le esequie di Simone, la notizia della sua morte è arrivata alla fine della messa per Alessio».

Il vescovo chiude così: «Convertitevi al Signore per essere a lui graditi, il Signore è grande e buono, padre misericordioso per coloro che credono e si affidano a lui. Alessio e Simone sono nella vita eterna e noi ce la dobbiamo ancora meritare», e chiede un applauso che vuole essere un abbraccio per i due piccoli che dura diversi minuti.

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