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PARLA RAZZA

Coronavirus, altri 64 migranti positivi nell'hotspot di Pozzallo: "La Sicilia non merita questo"

«Ho appena appreso dai sanitari dell’Asp di Ragusa che a Pozzallo altri 64 migranti ospiti dell’hotspot sono risultati positivi al Coronavirus. Tutto questo in un solo giorno! Spero che adesso si capisca perché da mesi parliamo della necessità di un protocollo sanitario e di pesanti sottovalutazioni da parte di Roma». Lo rende noto l'assessore alla Salute della Regione Sicilia, Ruggero Razza.

«Le (non) decisioni adottate - aggiunge Razza - stanno contribuendo drasticamente al contagio continuo dei migranti tra loro con pesanti ripercussioni in termini di sicurezza». Spero che ora tutti comprendano che nessuno ha mai voluto strumentalizzare alcunché: semmai si sta verificando semplicemente quello che avevamo rappresentato da subito alle autorità competenti. Basta. La Sicilia non lo merita!».

«Tra sovraffollamento, problemi sanitari e di sicurezza gli hotspot sono totalmente fuori controllo, i siciliani sono esasperati da questa situazione che sembra peggiorare ogni giorno di più». Lo affermano in una nota il segretario regionale della Lega in Sicilia Stefano Candiani e i vicesegretari Fabio Cantarella e Francesco Di Giorgio. «Stiamo ricevendo numerose segnalazioni - spiegano nella nota i vertici siciliani della Lega - di cittadini preoccupati dalle precarie situazioni igieniche dei centri di accoglienza ma soprattutto dai problemi di ordine pubblico e dalle continue fughe di migranti positivi al Covid. A Lampedusa questa notte si sono registrati altri arrivi per un hotspot al collasso e un furgone incendiato, a Messina invece la situazione è critica per le continue fughe dal centro anche di migranti risultati positivi al Coronavirus...gli abitanti della zona di Bisconte - sottolinea Matteo Francilia, commissario del Carroccio messinese - sono impauriti ed esasperati della continue fughe di migranti dall’hotspot che minano la sicurezza della zona e hanno deciso di protestare. La situazione è estremamente tesa, serve chiudere l’hotspot e riportare la situazione sotto controllo».

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