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SANTA CROCE

Omicidio di Loris, al setaccio la casa dei genitori. Ma ora si indaga su un nuovo filmato

In un filmato tratto da una telecamera di videosorveglianza piazzata nei pressi dell’abitazione della famiglia di Loris si vedrebbe il piccolo fare rientro in casa. Ma la madre ha dichiarato agli inquirenti di averlo accompagnato a scuola

SANTA CROCE CAMERINA. C'è un video che smentisce il racconto di Veronica Panarello, la mamma del piccolo Loris: la mattina di sabato 29 novembre il bambino non è mai arrivato a scuola, come ha sostenuto la donna, ma è rientrato a casa. Le immagini, registrate da una telecamere ad una cinquantina di metri dall'abitazione della famiglia, confermano dunque i dubbi di investigatori ed inquirenti che ora vogliono capire perché Veronica ha raccontato loro una versione diversa da quella immortalata nei frame video.

"Ho accompagnato Loris a scuola con la macchina e l'ho lasciato a poca distanza dal cancello" ha raccontato Veronica. Ma nelle immagini si vede invece che Loris, attorno alle 8.30, scende dalla Polo nera della mamma e va verso il portone di casa. Da quel momento in poi di Loris non ci sono più immagini, almeno tra quelle visionate finora dagli investigatori: ricompare, 8 ore dopo nel canalone a Mulino Vecchio. Morto. "Esistono diversi video che sono allo studio. Ci sono 42 telecamere che hanno ripreso 24 ore e sono tutte interessanti e utili" si limita a dire il procuratore di Ragusa Carmelo Petralia sottolineando che in questa fase ogni notizia non ufficiale può "danneggiare in modo irreversibile" le indagini. Ma il procuratore aggiunge anche che "non ci saranno tempi lunghi per chiarire le prime cose". Il che significa che la svolta ancora non c'è ma che gli investigatori hanno imboccato una pista ritenuta molto interessante. Tra l'altro sul caso, afferma ancora il capo della procura, stanno lavorando "il meglio delle forze di polizia del Paese", lo Sco e gli stessi uomini del Ros e del Racis che hanno indagato su Yara: "davanti ad un fatto di inusitata gravità, la risposta dello Stato è stata molto forte".

Allo stato delle indagini sul registro degli indagati, con l'accusa di sequestro di persona e omicidio, rimane comunque il solo nome di Orazio Filone, il cacciatore che sabato pomeriggio ha trovato il corpo di Loris nel fosso a Mulino Vecchio. Un atto dovuto per consentire di fare gli accertamenti irripetibili sulla sua auto e sui suoi vestiti. La sua posizione resta dunque al vaglio degli inquirenti, che continuano a ritenere poco plausibile la spiegazione che l'uomo ha dato del perché, appena saputo della scomparsa di Loris, si è diretto proprio in quel punto dove poi è stato trovato il corpo. Così come sono ancora da chiarire i rapporti dell'uomo con la famiglia del piccolo.

Veronica Panarello, invece, al momento non è indagata e lo dice chiaramente il procuratore. Ma è evidente che gli investigatori e gli inquirenti - che anche oggi hanno continuato a sentire diversi testimoni - vorranno quanto prima chiarire il perché la donna ha mentito e fare una serie di atti ufficiali. Il primo è arrivato già nel pomeriggio quando una quindicina tra poliziotti e carabinieri si sono presentati su mandato della Procura in via Garibaldi e sono rimasti nell'abitazione di Loris fino a tarda sera. Gli uomini della scientifica e del Racis hanno operato anche con il Luminol, per rilevare la presenza di tracce non visibili ad occhio nudo, e hanno raccolto una serie di elementi che saranno poi analizzati dagli specialisti dello Sco della polizia e del Ros dei carabinieri. Tecnicamente, ha spiegato il procuratore, non si è trattato di una perquisizione ma di "atti specifici di polizia giudiziaria finalizzati all'acquisizione di elementi che potrebbero rivelarsi utili al proseguimento delle indagini". Quali? Ad esempio un tablet o un telefonino che Loris usava, per capire con chi e se era in contatto con qualcuno, con chi scambiava messaggi. Oppure tracce della presenza di soggetti diversi dai familiari all'interno dell'abitazione o nel garage. Un aiuto importante, gli investigatori lo cercano anche nei tabulati telefonici: le telefonate effettuate dai familiari di Loris e da persone a loro vicine serviranno a ricostruire gli spostamenti di quella mattina e chiarire ulteriormente il racconto della donna. Non serviranno, invece, le due telecamere puntate proprio sull'ingresso della scuola: il temporale di un mese fa le ha danneggiate entrambe. "Se avessimo quelle immagini - sorride un investigatore - avremmo già chiuso il caso".

IL LEGALE DELLA MADRE. "La mamma di Loris non è indagata, e a casa sua non è stata eseguita nessuna perquisizione ma sono stati disposti accertamenti utili alle indagini. Lei è parte lesa nell'inchiesta". Lo ha detto l'avvocato della famiglia Stival, Francesco Villardita, che la rappresenta, a conclusione dei rilievi. "La signora non è assolutamente sottoposta ad indagine - ha precisato l'avvocato Villardita - ve lo posso garantire e assicurare che quella che è stata eseguita dalla polizia scientifica non è una perquisizione ma la ricerca di elementi utili alle indagini del caso". Il legale ha riferito che la signora sta "come può stare una madre che ha perso il figlio".

IL CACCIATORE. "Sì, ho un alibi, ed è anche facilmente verificabile: sabato mattina non ero a Santa Croce Camerina". Lo afferma Orazio Fidone, il cacciatore che ha trovato il corpo di Loris Stival, che è indagato, come atto dovuto, per sequestro di persona e omicidio.

"Sì che ho un alibi - dice Orazio Fidone all'ANSA - basterebbe verificare ed è facilmente verificabile". Secondo il 'cacciatore' la mattina della scomparsa di Loris, lui sarebbe andato al mercatino di Vittoria. "Basterebbe - sostiene - controllare i filmati delle telecamere in uscita da Santa Croce Camerina e all'entrata di Vittoria".

© Riproduzione riservata

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