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LA TRAGEDIA

Ragusana morta in Brasile, eseguita l'autopsia: la salma può rientrare in Italia

RAGUSA. È stata eseguita l'autopsia sul  cadavere di Pamela Canzonieri, la donna di Ragusa di 39 anni,  trovata morta tre giorni fa nel suo appartamento di Morro de Sao  Paulo, nel quartiere Mangaba in Brasile.

Le autorità di polizia  brasiliana non si pronunciano sull'esito dell'esame e i colleghi  italiani non essendo titolari dell'indagine non hanno contezza  degli elementi a disposizione degli inquirenti locali. È stato  dato il nulla osta e la salma potrà ora rientrare in Italia. Il  Consolato italiano si starebbe occupando di questa incombenza.

Rimane per il momento un mistero la morte di Pamela Canzonieri. La famiglia della ragazza, attraverso la sorella minore della vittima Valeria - che ha scoperto casualmente sulla pagina Facebook di un'amica che Pamela era morta - sostiene di sentirsi abbandonata dallo Stato, e di vivere la tragedia in completa solitudine circondata solo dalla presenza, a volte invasiva, dei giornalisti.

«In un momento così triste e difficile che sta attraversando la mia famiglia, per la scomparsa di mia sorella, la nostra abitazione è invasa solo ed esclusivamente da giornalisti. Nulla da dire per chi lavora, ma chiediamo di rispettare il nostro silenzio dettato da un dolore incolmabile - dice Valeria - Abbiamo ricevuto il cordoglio da tutto il mondo. Telefonate da più parti del globo ci hanno espresso la vicinanza di tanti per un dramma che ci ha colpito all'improvviso. Mi dispiace non aver ricevuto un attestato di vicinanza dallo Stato italiano. Mia sorella era un'italiana che lavorava all'estero. Ci saremmo aspettati una telefonata da un rappresentante dello Stato. Invece nulla. Neanche del nostro premier, Matteo Renzi che si dichiara vicino agli italiani. Caro Renzi la sensibilità di un politico ad alti livelli come è Lei, si vede anche dalla vicinanza che Lei offre a chi soffre e a chi è in difficoltà. Noi lo siamo. Ho una sorella in Brasile, e nessuno ci dice cosa dobbiamo fare per riportare il corpo di Pamela in Italia. Caro Renzi, la nostra è una famiglia per bene. Hanno provato ad infangare la memoria di Pamela, ma mia sorella era stimata da tutti, anche in Brasile dove lavorava onestamente. Un'altra italiana emigrata all'estero perchè in Italia non trovava lavoro».

«Ci sentiamo bloccati - continua Valeria - Dal Consolato nessuna indicazione su come muoverci e su cosa fare per riavere Pamela. A tre giorni dalla sua morte ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni. Notizie che apprendiamo solo dai giornalisti, e non dagli enti dello Stato preposti alle comunicazioni ufficiali. Non credo che mia sorella Pamela sia diversa da tutti gli altri italiani uccisi all'estero. Non vogliamo parate e riflettori puntati. Vogliamo, da italiani, verità sulla morte di Pamela e uno Stato che ci tuteli e ci stia vicino».

Quella di Pamela è la seconda morte di turisti sull'isola: all'inizio del mese l'argentino Marcelo Gabriel Rey, 38 anni, è morto durante una lite in un bar. Secondo alcuni testimoni la vittima avrebbe litigato perchè sarebbe stato accusato di rubare posti di lavoro in Brasile - lavorava lì in un ristorante argentino - mentre altre voci dicono che il litigio sia partito da un ubriaco che ha dato un calcio al giovane che cadendo ha sbattuto la testa morendo sul colpo. Anche Pamela andava in Brasile a lavorare in un ristorante di Morro Sao Paulo durante la stagione estiva.

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