Il mondo del cibo secondo Paolo Marchi: in un libro storie e ricette - Video

RAGUSA. In 180 pagine vi sono ben 50 storie tutte collegate a 50 ricette che, come scritto in copertina, hanno contribuito ad “allargare” la sua vita, quella di Paolo Marchi, famoso giornalista milanese ideatore e curatore del congresso di cucina Identità Golose, uno dei più grandi protagonisti del Pianeta Gola. Domenica scorsa, a Ragusa Ibla, la presentazione del suo libro “XXL, 50 piatti che hanno allargato la mia vita” presso la scuola mediterranea di gastronomia Nosco. All’incontro, moderato dallo chef Peppe Barone, direttore del Nosco, erano presenti tre grandi nomi del firmamento gastronomico mondiale: Ciccio Sultano, Pino Cuttaia e Corrado Assenza. L’incontro avuto da Marchi con ognuno di loro è raccontato nelle pagine del suo libro, che partendo dai profumi e sapori della sua infanzia, dai ricordi legati al padre Rolly, porta i lettori in un viaggio, un giro per il mondo fra le sue tante esperienze e le sue molte avventure, in un intreccio di cibo e convivialità, intraprendenza e ricerca facendo rivivere così i momenti più importanti del suo percorso enogastronomico e di vita.

E domenica sera, l’incontro con l’autore è stata l’occasione per tornare a parlare di quegli incredibili spaghetti dolci salati di Corrado Assenza del Caffè Sicilia di Noto, con gamberi e miele, che quando li assaggiò, scrive Marchi, lo emozionarono “provocandomi anche un terremoto mentale”, ma anche l’elogio di un grande chef come Pino Cuttaia di La Madia, che ha voluto restare nella sua Licata, “ambasciatore di eccellenze alimentari” tanto che “dovrebbero fare un monumento a persone che come lui si fanno carico di mille difficoltà”, e poi il barocco di Ciccio Sultano, del Duomo di Ragusa Ibla, le cui proposte sono “stratificazioni culinarie di più culture, ingredienti e sapori. La sua simbiosi con la terra è totale”. Una coinvolgente serata per gli appassionati di cucina in cui l’autore ed i suoi ospiti si sono raccontati, parlando di alcune esperienze d’infanzia, delle proprie sensazioni, dei sacrifici fatti, dell’importanza della memoria storica che un piatto riaccende. Al termine della presentazione, non è mancato naturalmente l’aspetto gastronomico, con alcuni assaggi di “Starred street food”. Servizio di Gianna Bozzali

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