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A Modica la mostra di Sandro Bracchitta: le sue opere realizzate anche con le coperte dei migranti

Fino al 10 dicembre, a Modica, la mostra “Unda Mater” di Sandro Bracchitta allestita negli spazi di Lo Magno artecontemporanea a cura di Giuseppe Lo Magno e Niccolò Nisivoccia.

In occasione del finissage sarà presentato il catalogo con il testo del critico d’arte Ivan Quaroni che, a proposito della poetica di Bracchitta, si sofferma sull’uso delle coperte isotermiche per le sue opere pittoriche e nella grande installazione plastica che domina lo spazio centrale della galleria.

“Non risponde a una scelta meramente formale – scrive Quaroni-. Infatti, questo materiale, progettato nel 1969 dalla Nasa per i veicoli spaziali, è oggi comunemente usato per la produzione di coperte isotermiche, usate in campo medicale per prevenire i casi di ipotermia. Le vediamo spesso addosso alle vittime di incidenti stradali e, più spesso, sulle spalle dei migranti che approdano esausti sulle nostre coste. Sono chiamate internazionalmente emergency blanket (coperte d’emergenza) e sono diventate un materiale ricorrente nelle attuali produzioni artistiche. Basti dare uno sguardo all’installazione Heaven and Hell Simultaneously (2016) di Mircea Cantor, alle Welsh Emergency Blankets (2018) di Daniel Trivedy, alla serie di fotografie intitolate Wind Sculptures (2015) di Giuseppe Lo Schiavo, alla scultura Bow Human (2010) di Pamela Rosenkrantz o alla gigantesca installazione The Blanket (2018) di Alexander Shtanuk, composta da tremila moduli di polietilene tereftalato e presentata al “Burning Man”, il celebre festival dedicato alle creazioni effimere che si tiene ogni anno nel deserto del Nevada, per capire che le coperte isotermiche sono entrate ormai di diritto nell’immaginario contemporaneo”.

Completa la mostra la calcografia “Unda Mater” realizzata in occasione della personale e riprodotta in 30 esemplari. Visite dal martedì al sabato, orari 10-13 e 17-20. Ingresso libero.

© Riproduzione riservata

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