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Valorizzare Chiafura, patto tra il Parco archeologico di Kamarina e il comune di Scicli

Il direttore del Parco archeologico di Kamarina e Cava D’Ispica Domenico Buzzone e il sindaco di Scicli, Vincenzo Giannone hanno sottoscritto stamattina il "Patto per Chiafura". Un accordo per valorizzare l'area rupestre e otto milioni dalla Regione per riqualificare il sito.

Il patto è stato siglato nel complesso di Santa Maria della Croce a Scicli, alla presenza dell’Assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà. Alla firma erano presenti anche il Soprintendente dei Beni Culturali di Ragusa, Antonino De Marco, l’ispettore onorario dei Beni Culturali, Giovanni di Stefano, il parlamentare regionale Orazio Ragusa, le autorità civili e militari.

L'assessore Samonà ha riferito in questa occasione dell'impegno del Governo regionale, che ha stanziato otto milioni di euro a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione, per finanziare un grosso progetto di riqualificazione, valorizzazione, consolidamento e sistemazione dei percorsi del quartiere rupestre di Chiafura e delle aree limitrofe.

Il protocollo consentirà, fra l'altro, di valorizzare l’importante area preistorica della Sicilia sud-orientale grazie a iniziative che saranno realizzate in collaborazione tra il Parco e il Comune e che prevedono l’attivazione di cantieri scuola, percorsi di visita, laboratori e giornate di studio.

Nel corso della mattinata è stata anche inaugurata la mostra “Il ripostiglio di Bronzi di Castelluccio” promossa dal Parco archeologico di Kamarina e curata dall'Ispettore Onorario dei Beni culturali Giovanni Di Stefano, con cui si avvia il calendario delle iniziative programmate per l’estate, che quest’anno prevedono anche “Le notti dell’archeologia” con l’apertura serale dei siti durante i fine settimana e gli itinerari tematici con le passeggiate guidate in vari luoghi del Parco archeologico.

L'area di Chiafura

La zona di Chiafura venne abitata ancora prima del medioevo. Lo testimonia la presenza di abitazioni, luoghi di culto e necropoli. Ancora visibile la struttura-tipo delle abitazioni, composte da uno o due vani che si aprivano direttamente sulla strada o su un cortile. Quest'ultimo nei documenti medievali è indicato come “raffo” e spesso era coltivato. In ogni casa erano presenti pochi arredi rudimentali e la mangiatoia.

Alla fine del Settecento, le antiche grotte sul costone di San Matteo erano abitate da circa duemila persone. Nel secondo Dopoguerra, però, emersero le condizioni di disagio igienico in cui si trovavano le abitazioni e Chiafura fu sfollata. Solo di recente è stata rivalutata come sito rupestre da tutelare.

“Scicli è un gioiello del Barocco – ha sottolineato l’assessore Samonà – ma c’è anche la storia più antica della Sicilia raccontata dall'insediamento di Chiafura. Il progetto di riqualificazione appena approvato prevede anche il completamento del consolidamento, il restauro delle grotte del complesso, il miglioramento delle vie di accesso e la sistemazione delle aree interne ed esterne. Un progetto a tutto tondo che vuole riaccendere l’attenzione sulla Matera della Sicilia; un luogo di grande suggestione dove la vita, attiva fino agli anni ‘50, si è fermata con lo sfollamento a causa delle precarie condizioni essenziali. Una storia che aspetta solo di essere raccontata”.

 

 

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