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L'OMAGGIO

Giro d'Italia, Damiano Caruso a Ragusa: la città celebra il suo campione

La città di Ragusa rende omaggio al suo campione, Damiano Caruso, ciclista del team Bahrein Victorius, a qualche giorno dalla fine del Giro d’Italia che lo ha visto tra i protagonisti di eccellenza, secondo solo alla maglia rosa, Egan Bernal ad un minuto e 29 secondi di distacco: ottantacinque ore su quella bicicletta, in un crescendo finale che ha appassionato l’Italia e inorgoglito i ragusani.

Stamani Damiano Caruso accompagnato dalla moglie Ornella, dal padre Salvatore, quel 'dad' (così si firma sui social) che con ritrosia non molla mai il figlio, e dal fratello Federico, è stato ricevuto nell’aula simbolo della città, l’aula consiliare, dal sindaco di Ragusa Giuseppe Cassì, dal presidente del consiglio comunale e da una folta rappresentanza di assessori e consiglieri. Una cerimonia semplice e sentita.

Uno scambio di doni: la maglietta della Bahrein Victorius donata alla città e un mazzo di fiori che Damiano Caruso riceve e consegna donandolo senza esitare alla moglie, perchè i sacrifici sono anche i suoi. Poche parole per esprimere la gratitudine, per raccontare le sue emozioni, quelle da protagonista ma anche da spettatore di tanto affetto. A freddo, passata l’euforia, subentra una nuova consapevolezza.

«Forse ora mi sono reso conto di essere riuscito a smuovere qualcosa - dice Damiano Caruso - non solo a livello sportivo ma anche dal punto di vista umano. Ho sentito tanta gente che mi ha detto che pur non avendo mai seguito una gara di ciclismo, è rimasta incollata alla televisione ed ha esultato pur non conoscendomi direttamente. Mi hanno detto del senso di appartenenza alla comunità ragusana che è stato motivo in più di orgoglio per seguire e spingere per me, per quel ragusano che in quel momento si trovava a faticare al Giro d’Italia».

Sì, a faticare. Tanti sacrifici, una carriera vincente sempre, in un team in cui ha svolto al massimo il suo ruolo, quello del gregario, fino a questo Giro, il 104 mo che per una serie di vicissitudini lo ha portato ad un ruolo diverso per il quale si è fatto trovare pronto. «Sono pienamente soddisfatto di tutto questo, ho sentito l’affetto e l’emozione della gente e alla fine, finita la gara, quando mi sono chiuso nella mia stanza mi ha fatto commuovere. Ho pianto - ha confessato Caruso -, un pianto liberatorio. Ora festeggiamo tutti assieme perchè siamo orgogliosi di chi siamo e di quello che abbiamo fatto».

Il primo cittadino di Ragusa, Giuseppe Cassì, nel suo intervento ha ricordato anche il gesto che Damiano Caruso ha fatto nei confronti del suo compagno di squadra lo spagnolo Pello Bilbao che gli ha tirato la volata, un gesto che per il sindaco «resterà nella storia del ciclismo».

Prima di lanciarsi per l’entusiasmante volata che ha incollato agli schermi mezza Italia sportiva, Damiano lo ha ringraziato con una pacca sulla spalla. «Grazie per quello che hai fatto - ha detto il sindaco - perchè ci hai dato emozioni forti perchè ci hai dimostrato prima di tutto le tue qualità umane oltre a quelle sportive».

E ricorda con emozione la folla che lo ha accompagnato negli ultimi chilometri, «credo sia stato anche per te come per noi, straordinario. A nome della comunità Ragusana voglio ringraziarti per la dedizione, il sacrificio e la voglia di lavorare - ha concluso il sindaco Cassì rivolgendosi a Damiano Caruso -, per la responsabilità e l’umiltà. Sei arrivato a raggiungere un traguardo straordinario di cui ti siamo grati. Incarni un sentire che fa parte della nostra comunità, fa piacere pensare così». Ancora qualche giorno di riposo e poi il pensiero alle Olimpiadi.

© Riproduzione riservata

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