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Migranti, il sindaco di Pozzallo contro l'ordinanza di Musumeci: "Non servono prove di forza"

Roberto Ammatuna, sindaco di Pozzallo

"Con le operazioni da propaganda si ottengono consensi effimeri e like sui social ma non si risolve nulla sul piano concreto. L’ordinanza del presidente Musumeci sui migranti è un’operazione con grandi limiti: sul piano della fattibilità tecnico-pratica è irrealizzabile. Gli hotspot sono strutture complesse, se si interviene sull'onda del populismo si lasciano sul tappeto una miriade di problemi".

Così, sul Corriere della Sera, il sindaco di Pozzallo, uno dei comuni in prima linea nella questione migranti, Roberto Ammatuna spiega: "Per chiudere i centri migranti e non far nascere altri problemi ci vuole almeno un mese, e lo si può fare solo con il consenso del governo. E serve armonia con le altre regioni. Dopo la decisione di Musumeci non vedo altre regioni pronte ad accogliere migranti spostati dalla Sicilia".

"In questa fase - sottolinea - il problema non è tanto il numero dei migranti ma la legittima preoccupazione dei cittadini per l'emergenza sanitaria del Covid-19. Anche in luoghi di accoglienza come la terra natia di Giorgio La Pira vi è timore e va compreso".

Secondo Ammatuna il presidente della Regione, Nello Musumeci, "deve riuscire ad interloquire con il governo nazionale. Le prove di forza non servono. Era ovvio che sul piano giuridico il Viminale avrebbe respinto l’ordinanza del governatore. Invito a Pozzallo il presidente del Consiglio Conte e Musumeci a confrontarsi con noi sindaci in prima linea. Con il ministro Lamorgese ed i suoi collaboratori si lavora bene, ma il governo nazionale sbaglia a far ricadere tutto sul ministero dell’Interno, perchè molte cose (dalla sanità ai trasporti) afferiscono ad altri ambiti. E’ incredibile ma nel decreto di agosto non vi è neppure una riga sulle comunità in prima linea su questo fronte".

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