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Dopo la quarantena... altra quarantena: tampone atteso 17 giorni da un ragusano

Una telefonata che non arriva e una quarantena che si protrae oltre il termine previsto mettendo a rischio lo stesso lavoro per cui è rientrato in Sicilia. È la vicenda del Vincenzo Carrubba, giovane padre di famiglia di Ragusa rientrato in città il 3 aprile.

Da quel momento ha rispettato tutte le indicazioni previste per il contenimento del contagio da coronavirus, si è registrato al portale della Regione ed è rimasto in quarantena insieme alla moglie e al figlio di sei mesi. Quattordici giorni in attesa di un tampone che non è arrivato nemmeno al termine della quarantena, il 17 aprile.

Numerose le telefonate all'Asp che hanno ricevuto risposta soltanto ieri quando gli è stato confermato che potrà eseguire il test il 30 aprile e quindi altri 13 giorni dopo la regolare fine del periodo di isolamento previsto dalla prassi sanitaria.

Un ritardo, dopo la fine della quarantena, che poi sarà più lungo considerato che ci vorrà qualche giorno per avere l'esito. "Col timore - dice preoccupato Vincenzo - che rischio di perdere quel lavoro per cui sono venuto a Ragusa perchè ancora non ho preso servizio nella mia nuova azienda. Stiamo finendo i beni di prima necessità tra cui anche il latte e i pannolini per il bambino".

Sui ritardi nei tamponi nei giorni scorsi è intervenuta duramente l'Anci. "Mi sembra proprio impossibile che in Sicilia si possa passare alla fase 2 dell'emergenza Covid-19, come vorrebbe il presidente della Regione Siciliana e lo stesso Governo nazionale, se non si tiene conto dello stato attuale dei territori, fermi ancora alla fase zero dell'individuazione dei positivi al contagio, considerato i notevoli ritardi che si registrano nei risultati da parte delle Asp dei tamponi, ad oltre un mese dall'allargamento della 'zona rossa' a tutto il territorio nazionale", ha commentato il vice presidente di AnciSicilia, Paolo Amenta.

"Non è pensabile - ha aggiunto - che familiari di soggetti positivi posti in quarantena o cittadini che si sono posto in isolamento, aspettino ancora di conoscere l'esito dei tamponi. La Regione, prima di passare alla fase 2, deve assicurarsi di mettere a disposizione dei territori i kit necessari per i tamponi, i cui risultati devono essere dati nell'arco delle 6 ore".

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