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LE INDAGINI

Orrore a Ragusa, un uomo arrestato per l'omicidio della madre: "Uccisa a pugni"

Orrore a Ragusa. Un 48enne, Carmelo Chessari, è stato arrestato dai carabinieri, accusato dell'omicidio della madre, Santa Trovato, colpita a pugni e morta dopo una lunga agonia per le ferite riportate. I militari hanno eseguito un provvedimento cautelare in carcere emesso dall’Autorità Giudiziaria iblea.

L'uomo, nel corso di una lite, probabilmente per futili motivi, aveva ripetutamente colpito l’anziana donna con violenza e a mani nude. Un dramma familiare che oggi ha avuto il suo epilogo con il suo arresto. In seguito all'aggressione da parte del figlio, la donna era stata ricoverata in ospedale in condizioni critiche ed è deceduta dopo venti giorni.

I fatti si riferiscono ad aprile scorso. Le ipotesi di accusa sono quelle di omicidio preterintenzionale aggravato.
Chessari avrebbe picchiato la madre Santa, con la quale viveva, a seguito di un diverbio avvenuto la sera prima del ricovero della donna in ospedale. Era stato lo stesso Chessari a dire di avere picchiato la madre che venne portata in coma in ospedale a Ragusa dal 118 chiamato da lui stesso. Una emorragia cerebrale aveva imposto poi il trasferimento della anziana al Cannizzaro di Catania dove venne operata di urgenza e morì a maggio senza riprendere conoscenza.

Da una prima ricostruzione, la sera del 20 aprile 2019, Chessari è rimasto chiuso fuori in terrazzo e, nonostante le ripetute richieste di aprire la porta per poter rientrare in casa, la madre non rispondeva, intenta a guardare la televisione. Chessari ha forzato la porta ed è entrato in casa. E’ stato in quel momento che si è scagliato contro la madre, percuotendola e colpendola più volte alla testa a mani nude.

La donna, come raccontato successivamente dall’arrestato, dopo essersi ripresa dall’aggressione si era a letto. Solo l’indomani è stata trovata dallo stesso in stato di coma.

All’epoca l’uomo non venne sottoposto ad alcuna misura perchè non emersero nell’immediato degli elementi che potessero ricondurre la morte della donna alle percosse subite. A chiarire i dubbi sarebbe stata la perizia autoptica disposta dalla procura, indagini dei carabinieri coordinati dal pm Francesco Riccio, che avrebbe dato elementi concreti per ricondurre la morte come effetto dei traumi.

La Procura ha quindi chiesto al giudice l’emissione del provvedimento di custodia in ragione del fatto che l’uomo potrebbe reiterare il delitto. Il giudice ha disposto l’ordinanza. L’interrogatorio di garanzia si è tenuto ieri.

© Riproduzione riservata

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