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AMBIENTE

Legambiente scriva al Ministero: "Nel Ragusano costa a rischio"

RAGUSA. «Chiunque potrà gettare tonnellate di pietre a mare in barba a qualsiasi legge». Lo scrive Legambiente (l'associazione nazionale, siciliana e di Ispica) in una lettera aperta al ministro dell'Ambiente in cui denuncia «la grave situazione che si è verificata in provincia di Ragusa e  che rischia di rovinare per sempre uno dei tratti di spiaggiapiù belli della Sicilia, nonchè di creare un pericoloso
precedente».

«Il litorale - scrivono gli ambientalisti - è stato oggetto di progressivi processi erosivi della costa, determinati dalla cementificazione selvaggia e da opere inutili e dannose, come la costruzione di porti turistici finora sottoutilizzati. Anche attraverso l'utilizzo dei finanziamenti del Ministero dell'ambiente, si è assistito a un proliferare di progetti antierosione delle spiagge. I progetti, pur avendo 'nobili' motivazioni, si basano su presupposti alquanto opinabili, con l'obiettivo di giustificare imponenti interventi strutturali, attraverso la realizzazione di pennelli, barriere soffolte e scogliere artificiali, che rischiano di modificare e rovinare per sempre uno dei più bei tratti della costa meridionale siciliana. Ultimo in ordine di tempo, quello lungo la costa di S. Maria del Focallo, nel territorio di Ispica».

«Quasi tutti i progetti - conclude Legambiente - prevedono la realizzazione di strutture rigide quali pennelli e barriere, in totale contrasto con il Piano paesaggistico della provincia di Ragusa, che non consente 'la realizzazione di barriere, scogliere e di tutte le opere a mare che alterino la morfologia della costa e la fisionomia del processo erosione-trasporto-deposito di cui sono protagoniste le acque e le correnti marine'. Risulta palese come in questo articolo (il numero 36) vengano espressamente vietate le opere oggetto dei progetti. Ad aggravare ancor di più la situazione, il fatto che il Comune di Ispica abbia omesso l'intera fase della consultazione in merito alla procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via). Il provvedimento non è stato pubblicato nè in Gurs nè sugli organi di informazione prima dell'inizio lavori, così come obbligatoriamente previsto dalle normative europea e nazionale».

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