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SBARCHI

Pozzallo, restano in carcere i 7 presunti scafisti

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RAGUSA. Restano tutti in cella a Ragusa i sette presunti scafisti fermati dopo i due sbarchi di Pozzallo che si sono rtegistrati tra mercoledì e giovedì. Lo ha deciso il Gip del Tribunale Elio Manenti dopo le due udienze di convalida.

I fermati sono un ghanese di 20 anni, Abdullah Jang, ed il senegalese Issah Aliu, di 46 anni, per il secondo sbarco ed Abubakarr Kabia, originario della Sierra Leone, di 21 anni, Abeed Akambi, nigeriano, di 39, Mohamed Jaben, sudanese, di 26, Ibrahim Fal, gambiano, di 18, Lamin Bojang, gambiano, di 32, Noredden Essarghini, marocchino, di 34, per il primo sbarco. Per i tre minorenni se negalese procede il Tribunale dei Minori di Catania.

Intanto all' Hot-spot di Pozzallo la situazione si sta lentamente normalizzando anche se i migranti ospiti della struttura sono sempre tanti (poco meno di 500), dopo la partenza di 200 eritrei, rispetto alla capienza di 180 unità, anche perchè tra di loro ci sono 228 minori non accompagnati che è difficile trasferire visto che tutte le strutture della Penisola sono sature.

Per tornare ai dieci fermi (compresi quelli dei tre minorenni) gli uomini della polizia, dei carabinieri e della guardia di finanza hanno concluso le indagini per il reato di favoreggia mento dell' immigrazione clandestina in 14 ore. Le indagini iniziate subito dopo il fermo di altri 7 scafisti dello sbarco del girono prima, sono state celeri, difatti grazie alla collaborazione dei migranti, è stato semplice individuare gli scafisti.

Gli investigatori hanno dovuto fare tutto in fretta data l' immediata partenza dei migranti una volta ultimate le fasi del fotosegnalamento. Nonostante tutte le difficoltà logistiche dovute al normale sovraffollamento della struttura per le primissime ore, la polizia ha individuato gli scafisti anche questa volta.

Quest' anno sono stati fermati ben 24 minorenni responsabili del reato di favoreggiamento, dato che non era mai stato registrato nel passato. È probabile che gli organizzatori libici trovino, nell' incoscienza dei minori, molto più facile "arruolarli" facendoli diventare scafisti, fornendo loro pochissimi strumenti e mettendoli in serio pericolo.

Uno degli scafisti è stato anche "immortalato" da uno dei passeggeri che voleva una foto ricordo di chi li aveva condotto in Europa. Gli scafisti fermati sono stati fotosegnalati dalla polizia scientifica in quanto autori del reato di favoreggiamento dell' immigrazione clandestina, per poi essere condotti presso il carcere di Ragusa dove si trovano tutt' ora dopo la convalida dei fermi disposti dal pm Francesco Riccio.

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