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Canile e rifugio sanitario «stracolmi» a Ragusa

Sono i cuccioli abbandonati nei cassonetti a rappresentare un problema serio: «Questo non è randagismo - commenta l’assessore -: è inciviltà»

RAGUSA. Più o meno duecento nei box della Dog Professional, ottantacinque in quelli del Rifugio sanitario comunale gestito dall'associazione Aida. Non ci sono più posti per ospitare randagi o cani che necessitano di assistenza. Si è raggiunto infatti, da un po', il limite massimo. In realtà il Rifugio sanitario potrebbe ospitare 60 tra cani e gatti, ma attraverso una serie di ordinanze è stato chiesto di trovare posto per altri venticinque animali.

Il problema è legato al sistema stesso che, se si blocca, non consente un ricambio degli animali nei box. In pratica quelli malati devono essere portati al rifugio della zona industriale. Lì rimangono al massimo sessanta giorni, poi dovrebbero essere trasferiti al canile o reimmessi sul territorio. Il canile, però, è pieno, perché non ci sono state adozioni, principale occasione per trovare una sistemazione definitiva ai cani. E quindi canili pieni e un consistente numero di cuccioli che vengono abbandonati senza troppo scrupolo. Che fare? Qualche associazione animalista ha proposto un accordo del Comune con altri canili anche di province limitrofe. Una soluzione che, tuttavia, il Comune dice di non essere in grado di attuare.

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