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L'OMICIDIO DI SANTA CROCE

Loris, analizzati i tabulati telefonici della madre. Il parroco: "Inopportuno parlare ora"

Padre Maganuco difende il paese: "Sono state dette troppe cose, gli abitanti sono stanchi"

SANTA CROCE CAMERINA. Attacco del viceparroco di Santa Croce Camerina, Padre Flavio Maganuco ai giornalisti durante l'omelia della messa domenicale. «È stata una settimana particolare - ha detto rivolgendosi ai tanti bambini presenti in chiesa - a scuola sono venute tante persone, anche troppe. E sono venute anche tante telecamere, anche qui in chiesa oggi, è una vergogna. Evidentemente non hanno altro da fare».

Nel corso di tutta la messa il parroco non ha rivolto nè una parola nè una preghiera per Loris e per quello che è accaduto. «È inopportuno da parte mia dire qualsiasi cosa prima che venga fuori la verità intera - ha spiegato ai cronisti al termine della messa - sono state dette troppe cose e finchè non c'è niente di certo non mi sento di dire nulla». Il viceparroco ha poi ribadito che la comunità è stanca e arrabbiata« soprattutto per le cose che sono state dette sulla città e sugli abitanti». In chiesa non erano presenti nè i familiari del piccolo Loris nè Orazio Fidone, il cacciatore che ha ritrovato il corpo nel fosso di Contrada Mulino Vecchio.

Intanto si indaga su quei 6 minuti che potrebbero cambiare il destino di Veronica Panarello, madre di Loris: i 360 secondi che, senza un'apparente spiegazione plausibile, la donna passa, la mattina della scomparsa del piccolo Loris, a poche decine di metri dal punto in cui troveranno ore dopo suo figlio morto. Perchè è lì? Perchè impiega 9 minuti per percorrere un tratto di strada che gli investigatori, rifacendolo in auto con lei, hanno percorso in 3 minuti? Domande che il marito e papà di Loris sembra non volersi porre, difendendo a spada tratta la moglie. «È una mamma speciale - dice Davide Stival - non voglio che si infanghi il suo nome».  L'ennesimo tassello di un'inchiesta complessa e delicata arriva ancora una volta dalle telecamere, che finora si sono rivelate fondamentali per portare alla luce le contraddizioni del racconto fatto dalla mamma di Loris. Una donna distrutta che non è indagata e che continua a piangere chiedendo di essere lasciata in pace.

LE INDAGINI. Nei 36 minuti tra le 8.49 e le 9.25 di sabato 29 novembre, quelli in cui secondo le riprese delle telecamere Veronica Panarello rimane sola con il figlio Loris nell'abitazione di via Garibaldi e che deve ancora spiegare, la donna parla al telefono una sola volta: con il marito. E' quanto sarebbe emerso dall'analisi dei tabulati del telefono della madre di Loris. A chiamare sarebbe il padre del bimbo, pochi minuti prima che Veronica esca di casa. Dai tabulati sarebbe inoltre emerso che quella mattina, fino a quando si presenta alla Falcone e Borsellino per prendere Loris - che però a scuola non sarebbe mai andato stando al racconto delle telecamere posizionate a Santa Croce Camerina - Veronica Panarello avrebbe parlato al telefono una decina di volte, alcune volte ancora con il marito e le altre con appartenenti al nucleo familiare. Una mezza dozzina sarebbero invece gli sms, alcuni dei quali ricevuti sul telefono della donna dal gestore telefonico: segno che qualcuno l'ha chiamata ma il telefono era spento o non raggiungibile.

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