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La protesta a Vittoria, «No» alla chiusura
della sede di Riscossione Sicilia

Ragusa, Archivio

VITTORIA. «La sede di Palermo costa un milione di euro, la sede di Catania costa 500.000 euro l'anno. Non capisco come si possa pensare di contenere i costi e di diminuire le spese chiudendo la sede di Vittoria, che costa appena 20.000 euro l'anno». Parla Giuseppe Santocono, presidente Cna di Vittoria, da anni in prima linea nella battaglia per la legalità e trasparenza e per il sostegno reale alle imprese. Ieri mattina, insieme ai vertici della sua organizzazione di categoria, ha dato vita al sit in di protesta per chiedere che la sede di Riscossione Sicilia non venga chiusa: perché serve un territorio importante, perché è una delle più produttive della Sicilia. «Se lo Stato non è vicino alle esigenze della gente del sud, non vedo perché questo territorio debba essere attento alle esigenze dello Stato. Se si supera il limite, credo che siano lecite anche iniziative di disobbedienza civile. E fiscale». A manifestare, davanti alla sede di via Cialdini, c'erano anche il presidente regionale Giuseppe Cascone, il presidente provinciale Giuseppe Massari, il direttore provinciale Giovanni Brancati, il responsabile organizzativo di Vittoria, Giorgio Stracquadaino oltre al deputato regionale Vanessa Ferreri, l'ex sindaco Francesco Aiello, rappresentanti di varie categorie e alcuni esponenti di Rifondazione Comunista. Ai manifestanti era arrivata l'adesione di Nello Dipasquale, mentre il sindaco Giuseppe Nicosia ha dato la disponibilità ad ospitare nella sede del'ufficio Tributi un ufficio decentrato di Riscossione Sicilia. «Sappiamo bene - spiegano Stracquadaino e Santocono - che una manifestazione non risolve il problema. La volontà della direzione regionale dell'ente, espressa a pagina 24 del piano industriale 2014-2016, è quella di ridurre il numero degli sportelli territoriali. Per questo chiediamo ai parlamentari regionali, sia quelli presenti stamani o che hanno dato la loro adesione sia agli assenti, di attivarsi e di mettersi al servizio del territorio creando le condizioni per un incontro a breve, in cui loro devono essere presenti, con la direzione regionale di Riscossione Sicilia. L'articolo 66 della legge di stabilità regionale, votato dall'Ars e pubblicato nella Gurs del 19 agosto 2014, non può essere né ignorato né disatteso. Ne vale della rispettabilità, dell'autorevolezza e della considerazione di chi rappresenta il nostro territorio all'Ars».

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