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Asp di Ragusa, risorse «finite»: rimodulati
alcuni servizi e conclusi i progetti

Ragusa, Archivio

RAGUSA. Dal primo settembre l’attività ambulatoriale oncologica di Comiso e Scicli verrà sospesa: il progetto incentivante che aveva permesso di attuare il servizio si è concluso. Il manager Maurizio Aricò sta verificando se ci sono fondi per potere continuare il progetto o se il Dipartimento Oncologico ha margini - in termini di risorse economiche e di personale - per potere garantire ancora il servizio. «È chiaro - dice il direttore generale Aricò - che i progetti incentivanti non sono la normalità, ma hanno un inizio ed una fine». Intanto ieri mattina la direzione generale al completo ha incontrato le organizzazioni sindacali per la questione del fondo dedicato al personale che serve per i progetti. Al vertice si sono presentate le 11 sigle sindacali delle organizzazioni mediche. «Abbiamo chiesto ai rappresentanti sindacali - afferma il manager Aricò - che la priorità debba essere data ai servizi di emergenza e quindi ai Pronto soccorso. C’è stata una condivisione all’impalcatura della finalità aziendale, ma per definire i dettagli ed i progetti da fare ci siamo dati quindici giorni di tempo». Un intervallo che può durare anche un mese, ma la priorità della “gestione Aricò” è dettata ai Pronto soccorso. Ieri mattina il manager ha fatto “il detective” al Pronto Soccorso dell’ospedale Guzzardi di Vittoria.
Sempre ieri mattina nel corso dell’incontro con i sindacati è stata sollevata la questione dello Spresal e delle sette unità che non hanno avuto la proroga per i servizi di prevenzione sulla sicurezza del lavoro. Alla sollecitazione di Nunzio Storaci del sindacato Anaao, il manager ha ribadito che la Regione non ha autorizzato la prosecuzione dei contratti perché non ci sono risorse accantonate per tali finalità. Il sindacato ha chiesto alla direzione generale i documenti, cioè la corrispondenza tra l’Asp e la Regione anche perché pare che l’azienda non abbia chiesto la proroga per i sette, ma la possibilità di fare nuovi incarichi. Insomma, sul tema della prevenzione le organizzazioni sindacali vogliono vederci chiaro e chiederanno un incontro all’assessore alla Salute ed al dirigente generale, magari con l’aiuto della deputazione regionale.

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