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Scicli, all'ex convento della Croce «rivivono» i quadri degli ex voto

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SCICLI. Gli ex voto del convento della Croce, per la prima volta nella storia della città, oggetto di una performance che ne ha raccontato i contenuti. Risalenti ad epoca bizantina, hanno rappresentato una delle ricchezze artistiche di Scicli e del suo territorio tant' è che, nel gennaio 2006, sono stati distaccati dalle pareti dell' oratorio del convento e portati in mostra a Ragusa in occasione della visita dell' allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.

Ieri per l' intera giornata le prove e nel tardo pomeriggio la performance dal titolo «Ex Voto», inserita nel progetto residenziale di artisti in corso all' ex convento della Croce nell' ambito del festival «Croce e Delizie» patrocinato dalla Regione.

La giovane regista e performer Azzurra De Gregorio ha scelto giovani del posto per l' evento. «L' idea è stata di restituire al convento la sua sacralità - ha spiegato Azzurra De Gregorio - riportando in vita il ciclo di affreschi che un tempo ornavano l' oratorio della Croce».

L'artista è una degli otto di «Nature Variabili» assieme a Pierluigi Pusole, Giacomo Tringali, Francesco Cafiso, Alex Majoli, Giuseppe Colombo, Nunzio Massimo Nifosì ed Alberto Biagetti che hanno dato corpo al progetto espositivo e di residenze curato da Giusi Diana e Giuseppe Frazzetto, inaugurato lo scorso 6 agosto con una prima mostra e che si concluderà il 17 settembre con l' esposizione di fine residenza.

«Alcuni tableaux vivants ripropongono le scene degli affreschi grazie alla partecipazione, in veste di figuranti, degli stessi abitanti della cittadina iblea, selezionati dall' artista attraverso una chia mata pubblica - afferma Giusi Diana - un' occasione di scambio e di relazione con gli abitanti di Scicli».
Gli ex voto del convento della Croce sono un patrimonio di grande valore, capolavori di arte popolare.

Lo storico e critico d' arte, Paolo Nifosì, li ha datati fra la seconda metà del '400 ed i primi decenni del '500. «Sono affreschi tendenzialmente popolari, raffiguranti Madonne con bambino, che traducono una cultura figurativa dotta, di autore ignoto - spiega Nifosì - nei dipinti appaiono la Madonna della Croce, la Madonna della Catena, San Michele Arcangelo, un sacerdote con i simboli della passione, San Guglielmo, e poi alcuni ex voto con le didascalie dei miracoli in dialetto siciliano. Veri capolavori».

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