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Prima i furti, poi la rapina violenta: a Ragusa arrestato gambiano con permesso per motivi umanitari

La polizia di Ragusa ha fermato un gambiano di 23 anni accusato di una serie di furti commessi a partire da novembre e, successivamente, il 17 dicembre di una rapina aggravata (e di lesioni) a una 79enne. Il rapinatore aveva un permesso di soggiorno per motivi umanitari ed è senza fissa dimora. A portare gli inquirenti sulle sue tracce sono state le immagini di videosorveglianza installate nella zona della rapina.

La squadra mobile di Ragusa stava indagando da novembre per identificare l’autore di scippi, rapine al passo e furti aggravati commessi nel centro storico della città, nel quadrilatero compreso tra le Vie Mario Leggio, Sant’Anna, Odierna e Matteotti, culminati - in pieno giorno la mattina del 17 dicembre - nella rapina aggravata ai danni della signora settantanovenne, poi trasportata con l’ambulanza presso l’ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Santo Fornasier, hanno portato il 23 dicembre all’emissione di un decreto di fermo di indiziato di delitto a carico del cittadino gambiano C.A., titolare del permesso di soggiorno per motivi umanitari e senza fissa dimora. L’attività di indagine, supportata da servizi di appostamento e pedinamento, dalla disamina di apparati di videosorveglianza installate nella zona di interesse, ha permesso di individuare l’autore della rapina aggravata. L’extracomunitario, che indossava un giubbotto double-face, al fine di eludere le investigazioni, subito dopo la commissione dell’evento delittuoso aveva cambiato il lato esterno del capo di abbigliamento con quello interno di diverso colore, particolare che non è sfuggito agli inquirenti.

A tradire il gambiano è stato, oltre all’abbigliamento indossato, anche il fatto che dopo qualche ora dalla rapina era andato presso un esercizio «Compro oro» del centro di Ragusa per porre in vendita la collana dell’anziana. Nella circostanza si ha esibito il proprio documento di identità. L’ulteriore visione delle immagini installate presso il «Compro oro» e la comparazione del volto acquisito con quelle delle immagini degli extracomunitari fotosegnalati, hanno permesso alla polizia di identificare senza ombra di dubbio l’autore dei delitti.

La polizia è riuscita anche a recuperare il monile sottratto alla signora, restituendolo alla stessa. Il fermo è stato convalidato del gip e per il gambiano si sono aperte le porte del carcere.

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