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Settecento firme contro il centro accoglienza di Scicli

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SCICLI. Le prime 700 firme, di una petizione che sta impegnando commercianti e cittadini, è stata depositata al protocollo generale del Comune di Scicli. Si dice «no» all'apertura del centro di accoglienza per immigrati in pieno centro storico. «Esistono tanti altri luoghi dove la chiesa metodista può realizzare il suo centro di accoglienza, non certamente dentro le mura della città o delle borgate marinare» fanno notare nel raccogliere le firme i promotori della petizione che continuano nel coinvolgimento della popolazione sciclitana. Ieri, intanto, il vicario foraneo don Ignazio La China, è intervenuto sull'apertura del centro di accoglienza a palazzo Castelli di corso Mazzini entrando a gamba tesa sulle "paure" per l'avvio del servizio ai migranti offrendo solidarietà alla comunità evangelica metodista nell'avvio del servizio. «Mi faccio interprete delle comunità parrocchiali e delle aggregazioni ecclesiali della nostra città ed esprimo vicinanza fraterna e solidarietà alla comunità Metodista.

Il centro sarà segno di un futuro di speranza nell'integrazione e nell'arricchimento reciproco anche per la nostra comunità cittadina - dice don Ignazio La China - mi auguro che nessuno si faccia coinvolgere e strumentalizzare nell'adesione a raccolte di firme o a movimenti xenofobi e razzisti ma che al di là della contrapposizione ideologica prevalga il dialogo costruttivo ed il buon senso». Mentre si allarga il dibattito questa sera l'Opera diaconale, nella sua sede di via Carioti, incontrerà commercianti e società civile per spiegare il progetto. L'appuntamento è per le ore 21 e vi parteciperà Massimo Aquilante, presidente nazionale della federazione chiese evangeliche. «La chiesa metodista di Scicli non si sta trasformando in un centro di accoglienza - spiega il pastore Francesco Sciotto - desideriamo sostenere i migranti ed i richiedenti asilo perché crediamo che questo rientri nella vocazione cristiana cui siamo chiamati dall'Evangelo».

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