Anziana cade e resta per ore a terra ferita: scoperta una casa di riposo lager a Vittoria, un arresto

Una casa di riposo lager è stata scoperta in via Milano a Vittoria. Nella notte alle 2,30 la polizia di stato ha ricevuto una segnalazione: “Per favore venite ad aiutarci, si sentono grida strazianti provenire da una casa di riposo”. Gli agenti in pochi minuti sono arrivati sul posto li aspettava un vicino della casa di riposo.

L’uomo ha riferito di aver sentito una donna urlare da ore, ma rendendosi conto che nessuno stesse dando aiuto ha deciso di chiamare il 113. I poliziotti si sono resi subito conto che qualcosa non andava. Hanno provato a citofonare e a chiamare ai numeri impressi sulla targa pubblicitaria accanto alla porta d’ingresso senza ricevere alcuna risposta. Gli agenti hanno chiesto ausilio dei vigili del fuoco che con una scala hanno permesso gli agenti di entrare da una finestra rompendo un vetro.

I poliziotti una volta dentro hanno trovato  sei anziani, cinque  donne e un uomo, soli dentro la struttura su due livelli.

Gli anziani erano tutti a letto ad eccezione di una donna che non avendo ricevuto aiuto si era alzata per andare in bagno da sola e cadendo si procurava lesioni guaribili in 30 giorni.

Gli ospiti della struttura erano molto impauriti perché da ore sentivano le urla della loro compagna di stanza e non sapevano cosa fare, la incoraggiavano ad alzarsi ma quest’ultima non vi riusciva, mentre le donne con lei non erano in grado di aiutarla. Gli ospiti sono tutti sofferenti di gravi patologie e non avevano neanche modo di utilizzare un telefono per chiamare i soccorsi.

La donna ferita era stata chiusa dentro la stanza insieme ad altre due ospiti. La badante, poi giunta la mattina, è stata ascoltata come testimone e ha giustificato di fatti spiegando che “temevano potesse farsi del male uscendo da sola, quindi la chiudevano dentro”.
Per cinque ore i poliziotti hanno assistito  gli anziani ospiti fino a quando gli investigatori hanno rintracciato i parenti ed il titolare, che  poi arrestato. Gli agenti hanno arrestato Arturo Felisati, vittoriese di 39 anni accusato di sequestro di persona, maltrattamenti, abbandono di persone incapaci e lesioni personali.

I familiari sono stati ascoltati come testimoni. Hanno racconto alla polizia che hanno pagato una retta mensile per dare assistenza ai loro cari per 24 ore e di non essere a conoscenza di periodi in cui restavano soli.

Dalle indagini è merso che il responsabile della casa di riposo, che è registrata al comune di Vittoria come associazione di volontariato, aveva interrotto un rapporto di lavoro in nero da circa 10 giorni con una dipendente che si prendeva cura degli anziani durante la notte. Perciò era rimasta un’altra donna, anche lei mai assunta regolarmente, che prestava le proprie cure dalle 8 alle 13 e dalle 16 alle 20.

Dalle 20 in poi gli anziani sarebbero stati totalmente in balia di se stessi. Quella notte l’anziana si era alzata per andare in bagno e cadendo si procurava le lesioni. Gli altri tre anziani sarebbero stati chiusi in stanza tutte le volte in cui restavano da soli per evitare che uscendo potessero farsi male. Inoltre nei carrellini per la somministrazione di farmaci, sono stati trovati e sequestrati medicinali scaduti.
immagini dell’impianto di videosorveglianza interno ed esterno della struttura sottoposta a controllo. Dalla visione delle immagini è stato possibile ricostruire oggettivamente quanto accaduto quella notte e nei giorni precedenti.

Dalla visione delle immagini sono stati annotati tutti gli orari di ingresso ed uscita del titolare e della signora che prestava assistenza. Effettivamente il titolare dava disposizioni alla dipendente di lasciare soli gli anziani, così come quando c’era l’altra donna che si prendeva cura degli ospiti la notte. In pratica il titolare dopo il licenziamento della donna che prestava la propria opera la notte, non ha sostituito l’addetta abbandonando gli anziani e privandoli della libertà la notte e di giorno quando non c’era nessuno. Di questa mancanza di assistenza non era stato avvisato alcun familiare degli ospiti. Dalle immagini di videosorveglianza si appurava che un’anziana era stata condotta in uno stanzino adiacente ad un bagno. La badante interrogata dagli agenti  ha raccontato di aver accompagnato l’anziana la sera nello stanzino  e l’indomani mattina la faceva uscire, sempre chiudendo la porta a chiave. L’assistente ha riferito che la donna faceva i bisogni in giro, quindi il titolare le aveva detto di chiuderla in quello stanzino dove c’era un bagno così poteva usufruire di quel servizio.
Il titolare ha cercato  di sviare le indagini riferendo ai poliziotti di aver dormito nella struttura, non essendo a conoscenza dell’intervento della polizia di notte. Alla fine  ha ammesso le proprie responsabilità e la sua “leggerezza” nell’aver lasciato soli gli ospiti dopo aver licenziato l’altra dipendente.

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