POLIZIA

Ruba una bombola di gas a Vittoria, sequestrato e bastonato dal titolare dell'azienda

RAGUSA. Picchiato, minacciato, appeso a una corda. E costretto a nascondersi per sfuggire all'ira violenta del suo datore di lavoro. E' la dura "lezione" subita da un bracciante romeno a Vittoria, la capitale siciliana del pomodoro e delle serre.

Ora il persecutore del giovane, "punito" per avere rubato bombole di gas nell'azienda in cui lavorava, è agli arresti per reati che vanno dalle minacce al sequestro di persone fino alle lesioni personali. Con lui sono stati denunciati dalla polizia un parente e un collaboratore.

Ma è soprattutto al centro di un caso dai mille risvolti sia perché alza il velo sulle condizioni di lavoro nelle campagne di Vittoria, già al centro di indagini sul caporalato, sia per la notorietà pubblica del personaggio arrestato.

Rosario Dezio, 40 anni, è infatti un consigliere comunale eletto nella lista "Nuove idee" collegata al Pd e già consigliere comunale del partito che, in una nota, si riserva di valutare il caso, pur dissociandosi "da ogni forma di violenza pubblica o privata".

Tutto è cominciato alcuni giorni fa quando Dezio ha scoperto che alcune bombole usate per riscaldare le serre erano state svuotate. Mancava anche una certa quantità di gasolio. Dezio ha subito sospettato che i ladri potessero contare su complicità interne. E ne ha avuto poi una conferma.

Appostatosi in una zona riparata, nella notte del 13 febbraio, ne ha sorpresi due all'opera. Ma mentre uno è riuscito a fuggire, l'altro è stato prima bloccato con fucilate esplose per aria e quindi pestato: era appunto un dipendente rumeno dell'azienda che, dopo l'aggressione, è però riuscito a scappare.

Con l'altro compagno ha poi trovato rifugio nello spogliatoio di un campetto di calcio vicino al mercato dei fiori. E qui Dezio si è presentato il giorno dopo per proseguire il pestaggio. Il giovane è stato costretto a tornare nell'azienda, legato mani e piedi in un garage e di nuovo furiosamente picchiato. Solo l'intervento di un parente di Dezio ha posto finalmente termine alla "lezione" a puntate. Per la vittima una prognosi di 45 giorni.

E' stato un connazionale del bracciante ad avvertire la polizia e a raccontare, per sommi capi, quanto era accaduto. Quando Dezio è stato rintracciato ha ammesso l'aggressione ma ne ha ridimensionato la portata. E soprattutto ha sostenuto che a scatenare la sua rabbia sia stata una velata minaccia del lavoratore: gli avrebbe detto che era "protetto" da un'organizzazione di romeni in grado di controllare a Vittoria il mercato del lavoro.

Il gip del tribunale di Ragusa non ha convalidato il fermo del consigliere comunale per mancanza di pericolo di fuga e ha disposto per Dezio gli arresti domiciliari. La sua reazione, ha commentato il difensore, avvocato Giuseppe Russotto, "non è giustificata né giustificabile ma è certamente comprensibile".

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