"GOLFO AZZURRO"

Respinta da Malta, nave Ong con migranti sbarcherà a Pozzallo: motore in avaria

ROMA. La Golfo Azzurro, la nave dell’Ong spagnola Proactiva Open Arms che tre giorni fa ha soccorso un barchino con tre migranti, è stata autorizzata ad entrare nelle acque territoriali italiane e a raggiungere il porto di Pozzallo per motivi di sicurezza della navigazione dopo che l’equipaggio ha dichiarato di avere un’avaria al motore.

Il porto di Pozzallo è stato individuato di comune intesa tra il Ministero dell’Interno e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

«Abbiamo avuto poco fa l'autorizzazione ad entrare nel porto di Pozzallo e a far sbarcare le persone che abbiamo soccorso in mare», ha detto all’emittente radiofonica milanese Radio Popolare Riccardo Gatti, uno dei capi missione della Ong spagnola Open Arms.

«La Guardia costiera italiana ci ha autorizzati tanto all’ingresso nel porto, quanto allo sbarco - ha aggiunto -. Ci saranno tutte le normali procedure di sbarco, comprese le visite mediche ai migranti».

«Per fortuna questa paradossale situazione si sta risolvendo, - ha concluso -. Di certo continueremo con le nostre attività di soccorso in mare».

La nave ieri era stata respinta da Malta e si era così diretta verso Pozzallo, in acque italiane, dove è rimasta ferma in attesa di essere autorizzata. Nelle ultime 24 ore era avvenuto una sorta di "braccio di ferro diplomatico" tra Malta e Italia nella gestione di questo salvataggio di tre cittadini libici che sarebbero a bordo della nave.

Tutta l'operazione di soccorso, infatti, secondo quanto si apprende, è stata gestita dal Centro di coordinamento di Malta e dunque spettava alle autorità di quel paese indicare il porto dove sbarcare.

Il soccorso dei migranti da parte della 'Golfo Azzurrò, ricostruisce la Guardia Costiera italiana, è avvenuto il 6 agosto in acque Sar maltesi. «E' opportuno evidenziare - sottolinea il comando generale - che le autorità maltesi, al termine delle operazioni di soccorso, disponevano che la predetta unità dirigesse con i migranti verso il porto di Lampedusa, decisione presa senza il previsto e preventivo avallo della autorità marittima italiana».

La quale, però, «essendo venuta comunque a conoscenza dell’iniziativa maltese, comunicava formalmente l'indisponibilità del porto di Lampedusa». Per questo Golfo Azzurro era rimasta in acque internazionali «in attesa delle determinazioni spettanti alle autorità maltesi, coordinatrici del soccorso».

La Guardia Costiera, infine, precisa che «prima di essere coinvolta nelle operazioni di salvataggio» la nave «era diretta a Malta per avvicendamento equipaggio».

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