LE INDAGINI

Tunisino ucciso a Vittoria: un arresto dopo 3 anni

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RAGUSA. Una resa dei conti tra braccianti agricoli nel Ragusano. E' questo il movente che ha portato all'omicidio del tunisino Abdessalem Farhat, di 47 anni, avvenuto a Vittoria nel 2014.  I carabinieri di Ragusa hanno arrestato il romeno Marian Cristian Ciurau, di 20 anni. Per lo stesso delitto pochi giorni dopo il ritrovamento del cadavere era stato arrestato  Iulian Alì, di 21 anni, compagno di lavoro di Farhat in un’azienda agricola.

Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri e dal Pm Marco Rota, che ha coordinato le indagini, Alì avrebbe colpito alla testa e in varie parti del corpo con una spranga di ferro il bracciante agricolo tunisino con il quale intratteneva un rapporto di lavoro.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti il movente del delitto sarebbe inizialmente  scaturito da un diverbio tra Farath e il presunto assassino, che reclamava il pagamento delle giornate lavorative. Il diverbio è degenerato quando la vittima ha scoperto che Alì e Ciuraru avevano venduto autonomamente, senza dirgli nulla, nove cassette di fagiolini raccolti nella sua serra il giorno prima. A seguito di una minaccia di denuncia, Alì avrebbe  afferrato una spranga di ferro colpendolo una prima volta alla testa. Ciuraru avrebbe fermato per il polsi Farath non dandogli  la possibilità di difendersi e permettendo ad Alì di dare il colpo di grazia.

A quel punto i due rumeni avrebbero deciso di sbarazzarsi del corpo della vittima caricandolo sulla loro auto. Alì e Ciuraru avrebbero abbandonato poi il corpo di Farath in contrada Pozzo Bollente.

I carabinieri hanno rintracciato Ciuraru è lo hanno sottoposto fermato con l’accusa di concorso in omicidio e occultamento di cadavere. Il rumeno è stato condotto nel carcere di Ragusa a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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