RELIGIONE

A Chiaramonte Gulfi il rito della "svelata" e i festeggiamenti in onore di Maria Santissima

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CHIARAMONTE GULFI. Per i solenni festeggiamenti in onore di Maria Santissima di Gulfi, Patrona Principale  e regina della cittadina montana , nel Santuario  molta è stata la  presenza  di fedeli per il rito della “Svelata”.  Ogni anno infatti  viene testimoniata l' attenzione che l’intera comunità dedica ad una cerimonia molto speciale per l’intera comunità. E’ stato il nuovo sacerdote, don Filippo Bella, che poco prima aveva presieduto la celebrazione eucaristica, a dare il via all’antico rito, aprendo  la porta della teca che ospita il simulacro della Madonna, sancendo così la fase iniziale di questi  tre giorni intensi collegati alla prima parte dei festeggiamenti che culmineranno oggi in Albis, con la tradizionale processione della salita della Madonna,  che ogni anno coinvolge migliaia di persone.

L’apertura della teca è stata accompagnata dalla tradizionale marcia n.11, eseguita dal Corpo Bandistico Vito Cutello diretto dal maestro Paolo Scollo, a cui ha fatto seguito l’Inno di Maria cantato dai fedeli. Accanto a don Filippo, il rettore del Santuario, don Giuseppe Burrafato, il parroco della Chiesa Madre, don Salvatore Vaccaro, con il sindaco, Vito Fornaro, accompagnato dall’assessore Alessandro Cascone ed  il maresciallo dei Carabinieri Alberto Bruno. E’ stato letto anche il testo del telegramma pervenuto da Papa Francesco con la benedizione al popolo chiaramontano per questa solenne occasione.

Il simulacro della Madonna è stato, poi, sistemato sul “Baiardu”. Sarà proprio il “Baiardu”, domenica mattina, dopo che il simulacro vi è stato posizionato, ad essere trasportato a spalla dai portatori. “E’ davvero una grande festa – dice il sindaco Fornaro – Chiaramonte dimostra profonda fede e devozione oltre che grande attenzione nei confronti della Patrona. Una tradizione che va avanti da oltre 400 anni con immutata partecipazione, una tradizione, quindi, lunga secoli che conferma, se ce ne fosse bisogno, l’identità della nostra comunità che si stringe attorno alla sua storia”. ( Nella foto un momento del rito della Svelata )

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