L'EMERGENZA

Il freddo ferma l'invasione del coleottero: "Salvi i carrubi iblei"

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RAGUSA. I carrubi iblei, colpiti negli ultimi mesi dello scorso anno da un coleottero che ne divorava i tronchi, sono salvi. Almeno per il momento. L'ondata di gelo, che tanti danni ha fatto all'agricoltura, ha portato in questo caso un effetto positivo: il coleottero è scomparso e gli alberi sono tornati a vivere.

La conferma arriva dalla Coldiretti di Ragusa e Siracusa e dagli stessi agricoltori. "Il freddo ha fermato l'invasione del terribile coleottero lignicolo (lo Xylosandrus compactus) - spiega il direttore Pietro Greco - Da quando l'ondata di gelo polare ha portato neve e freddo sui nostri territori, non abbiamo più ricevuto segnalazioni di alberi danneggiati e da quanto ci dicono gli stessi agricoltori di Pozzallo, Scicli e Ispica, sembra che il coleottero sia sparito".

"Dal canto loro, gli alberi hanno risposto bene e hanno ripreso le loro funzioni vitali - aggiunge Greco - Non è stato neanche necessario alcun intervento. Le prime azioni, programmate dalla Regione negli scorsi mesi, sarebbero dovute partire entro febbraio e avrebbero dovuto portare a un contenimento del parassita nelle aree interessate".

Era stato l'assessore regionale all'Agricoltura, Antonello Cracolici, a parlarne proprio ad ottobre quando annunciò un piano di monitoraggio del coleottero che infesta i carrubi iblei.

"Le analisi condotte dall'Osservatorio delle malattie delle piante di Acireale - aveva spiegato in una nota - hanno consentito di classificare le caratteristiche del parassita che prolifera quando gli alberi sono sotto stress per siccità o condizioni agronomiche non ottimali.

I primi interventi fissati riguardavano l'estirpazione e l'incenerimento dei rami infestati e l'attivazione delle pratiche agronomiche necessarie per mettere gli alberi nelle migliori condizioni vegetative.

L'invasione del carrubo aveva distrutto un migliaio di ettari di colture tra le province di Ragusa e Siracusa. La chioma dei carrubi era ingiallita, mentre il fusto dell'albero presentava, in più parti, delle minuscole gallerie. Un centinaio le segnalazioni agli uffici della condotta agraria e all'ispettorato provinciale all'agricoltura.

Le prime avvisaglie erano state registrate nel periodo estivo, ad agosto, durante la fase della raccolta, con l'ingiallimento delle foglie dei carrubeti. Ed è proprio il ritorno di temperature più calde, con l'arrivo della primavera a marzo, a far preoccupare adesso gli agricoltori.

"C'è il rischio che il coleottero torni a infestare gli alberi con l'arrivo della primavera - aggiunge il direttore di Coldiretti Ragusa - Per questo motivo, l'ispettorato dell'agricoltura e l'Università hanno già convocato una riunione che si terrà nella prima metà di febbraio, per fare il punto della situazione sul caso e per prevedere delle misure preventive".

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