IL CASO

E' allarme randagismo a Ragusa: i branchi si moltiplicano

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RAGUSA. Cuccioli abbandonati accanto ai cassonetti, branchi di randagi che si moltiplicano nelle periferie, canili pieni. La situazione è critica nel capoluogo. Palazzo dell'Aquila ha una convenzione con un canile privato.

Sono circa 150 i cani ricoverati lì per conto del Comune. Numeri da tutto esaurito. Stessa cosa per il rifugio sanitario gestito da un'associazione animalista sempre in convenzione con il Comune. Sono poco meno di un centinaio, tra cani e gatti, gli ospiti della struttura della zona industriale. Tutto pieno anche qui. E non da qualche giorno, ma da mesi ormai non ci sono più posti. Il motivo è a causa del crollo delle adozioni, specialmente quelle dirette verso altre città del Nord Italia e verso alcuni paesi europei.

Fino a un anno e mezzo fa, erano gli animalisti a occuparsi del trasporto dei cani presso canili, associazioni e privati cittadini che facevano richiesta. C'è stato però uno stop per questioni di natura burocratica e non si è più riusciti a ripartire. Ed il risultato adesso è che la gente abbandona i cuccioli in strada, davanti ai negozi, accanto ai cassonetti per i rifiuti. Se da un lato va stigmatizzato, anzi punito come merita, il fenomeno dell'abbandono, dall'altro va evidenziato come non pochi cittadini si rivolgano al Comune per una soluzione su cuccioli, ma anche cani adulti, che non è possibile più tenere in casa o che sono stati trovati abbandonati. Essendo piene le strutture, in molte occasioni i funzionari comunali o la polizia municipale sono costretti ad allargare le braccia. C'è perfino chi ha deciso di portare uno scatolone con bellissimi cuccioli ritrovati per strada al Palazzo comunale.

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