DROGA

«Spaccio a Marina», fra i clienti pure padri di famiglia

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Nuovi retroscena nelle intercettazioni che hanno portato ai 14 arresti. Sgominato un giro di droga nel «quadrilatero di via Tindari»

MARINA DI RAGUSA. L’operazione «Kamarina drugs» messa a segno dai carabinieri della Compagnia di Ragusa ha confermato la presenza di ecstasy, anfetamina e cocaina sulla «piazza» di Marina di Ragusa per i giovani che frequentano il cosiddetto «quadrilatero di via Tindari». Nelle carte dell’ordinanza che ha portato al blitz è emerso che alcuni degli arrestati sono anche assuntori di droghe.

«Ma c’è confusione - dice uno degli italiani indagati ad un altro - c’è stato un bordello. Tutti ragazzi piccoli? Non sui 20-25 anni. Ok passa da casa mia». L’interlocutore dice che «sta con la fidanzata. Passate lo stesso. Io solo da solo, portami MDMA, se tu non passi divento pazzo. Ok vengo». Tra gli acquirenti non ci sono solo giovanissimi ma anche padri di famiglia, come conferma una delle intercettazioni tra due indagati. «Ma può venire un mio amico di Ragusa a Santa Croce? No, ora sono occupato, fallo venire stasera. Lui ha finito di lavorare a Modica e scende direttamente senza passare da casa, ma deve venire adesso perchè è sposato e stasera non può. Allora facciamo domani, adesso non posso».

Nel corso delle perquisizioni, uno dei soggetti perquisiti è stato arrestato in flagranza. Si tratta di Walid Rami, 31 anni tunisino, accusato di detenzione di 240 grammi di hashish; il giovane stamani comparirà davanti al Gip Claudio Maggioni per la convalida dell’arresto alla presenza dell’avvocato Giovanni Mangione. In due abitazioni degli arrestati, invece, sono state trovate modiche quantità di droga. Uno di essi, uno degli italiani, aveva un paio di grammi di hashish nel comodino della camera da letto ed è stato segnalato al prefetto per assunzione di stupefacenti. Un altro aveva, nascosti nel cortile di casa, un bilancino di precisione e due dosi di hashish. È stato denunciato per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio.

Oltre al tunisino arrestato in flagranza stamani saranno interrogati dal gip del Tribunale Claudio Maggioni anche i sei indagati in carcere mentre i sette agli arresti domiciliari saranno sentiti dopo Capodanno. Gli arrestati finiti in cella sono Alket Bezhdili, 24 anni, albanese; Giuseppe Iacono, di 23, residente a Santa Croce; Leonardo Di Martino, di 24, residente a Santa Croce; i tunisini Hassan Zantour, di 31; Salim Ammar, di 23; Omar Karoui, di 20. Agli arresti domiciliari sono finiti Ferss Jenan, tunisino, di 19; Giuseppe Piazza, di 28, Armando Sedda, di 22; Davide Sedda, di 34; tutti nati a Ragusa ma residenti a Santa Croce; Marcello Ruggieri, di 29, ragusano; Zied Amamou, tunisino, di 21; Leandro Vitale, di 24, ragusano.

L’indagine è nata il 27 gennaio dopo l’arrestato di tre tunisini con 3 kg hashish. Il primo riscontro il 10 marzo con l’arresto a Rosolini di Carmelo Lorefice, con 27 grammi di hashish appena comprati a Santa Croce. Il 14 marzo finisce in manette Marco Salvatore Fagone, francofontese, andato a Santa Croce per comprare 100 grammi hashish. Il 23 marzo finisce nella rete l’albanese Alket Bezhdili, trovato in possesso di 2 panetti di sostanza stupefacente del tipo hascisc, per un peso complessivo di 200 grammi circa, 96 grammi di marijuana e 6 grammi di cocaina; il 16 aprile Francesco Cilenti di Comiso, viene arrestato a Santa Croce con 100 grammi hashish; il 22 aprile finisce in manette Concetta Ammatuna, pozzallese, trovata a Santa Croce con 100 grammi hashish. Il 7 maggio alle Masserie di Ragusa viene arrestato Giuseppe Iacono, santacrocese, con 14 una stecchette di hashish, (pari a 26 grammi).

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