CRIMINALITA'

«Rubò in casa di un’anziana», scatta un arresto a Vittoria

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VITTORIA. Sarà interrogato oggi in carcere dal Gip del tribunale di Ragusa uno dei tre presunti autori del furto della pensione ai danni di una anziana messo a segno nel fine settimana scorso a Vittoria. La donna era stata derubata nella sua stessa casa. Si tratta del diciottenne vittoriese Giuseppe Di Modica, arrestato dagli agenti della Polizia di Stato del commissariato di Vittoria con l’accusa di furto aggravato.

Davanti al giudice delle udienze preliminari Giovanni Giampiccolo il giovane sarà o assistito dall´avvocato Giuseppe Di Stefano. A chiedere la convalida dell’arresto è stato il sostituto procuratore Francesco Puleio. Gli agenti della polizia sono alla ricerca degli altri 2 complici.

Secondo gli inquirenti, infatti, ad agire sarebbero stati in 3 ma gli altri 2 sono riusciti a fuggire. La donna aveva incassato la pensione il giorno prima. Oltre al contante sono stati rubati pure gioielli e un televisore già ritrovato dagli investigatori. La donna non è stata picchiata.
Appena qualche giorno fa, un anziano era stato scippato della pensione all´uscita dall´ufficio postale. Il malvivente era stato catturato poche ore dopo e nel fine settimana è stato condannato per direttissima ad un anno e 4 mesi di reclusione, con il beneficio degli arresti domiciliari. In questo caso l’uomo è stato arrestato dai Carabinieri dopo avere messo a segno uno scippo ai danni di un anziano, in via Matteotti. Si tratta di Riccardo Romano, 45 anni, vittoriese. Ad incastrarlo le immagini delle telecamere di videosorveglianza ed una foto, scattata da un passante con il proprio telefono cellulare. La vittima, che ha 91 anni, aveva appena ritirato la propria pensione ed era uscito dall’ufficio postale per fare rientro a casa come aveva fatto centinaia di volte nella sua vita. All’improvviso, un uomo gli si è avvicinato e gli ha sfilato i soldi dalla tasca: 580 euro. La pena è stata inflitta dal giudice del tribunale Vincenzo Ignaccolo al termine del processo con il rito abbreviato che consente uno sconto di pena pari ad un terzo. Il pubblico ministero Nadia Campo ha concluso la requisitoria chiedendo la condanna di Romano a 2 anni di carcere. Per il il minimo della pena si sono pronunciati gli avvocati difensori Enrico Cultrone e Daniele Scrofani. L’imputato, infatti, è reo confesso ed ha restituito una parte della somma, 400 euro, alla vittima, sostenendo di avere perso gli altri 180.

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