SENTENZA

"Terra dei Fuochi" a Comiso: Tar respinge il ricorso, zona inquinata da risanare

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In contrada Porrazzito, nell’autunno scorso, si erano verificati dei fenomeni di combustione e l’emissione di fumi dal terreno. Era scattato l’allarme e il comune aveva effettuato i primi interventi

COMISO. Terra dei Fuochi a Comiso. Una zona inquinata in contrada Porrazzito. Il tar di Catania ha rigettato il ricorso presentato dai titolari della ditta che aveva gestito, nel corso degli anni, il terreno dove si sono verificati fenomeni di inquinamento (frutto, probabilmente, di materiali sotterrati) ed a cui era stato chiesto di risanare i luoghi. La ditta, che si era detta disponibile solo ad un intervento di non grosse dimensioni, aveva presentato ricorso al Tar. La sentenza del Tar, però, dà ragione al comune e condanna l’impresa. Saranno loro a dover effettuare gli interventi.

In contrada Porrazzito, nell’autunno scorso, si erano verificati dei fenomeni di combustione e l’emissione di fumi dal terreno. Era scattato l’allarme e il comune aveva effettuato i primi interventi. Della vicenda si era occupata anche la Prefettura, che aveva avviato un tavolo tecnico, cui avevano preso parte anche i componenti del comitato dei residenti della zona, situata ad appena due chilometri dal centro abitato di Comiso: una zona vastamente popolata, con numerose abitazioni estive, nonché alcune villette residenziali.
Il 2 ottobre erano stati effettuati i sopralluoghi dell’Arpa e della Polizia provinciale che avevano riscontrato la presenza di diossina, effetto della combustione di materiali plastici che sono stati sotterrati. Ma a complicare le cose c’era anche una vicenda giudiziaria, avviata nel 2009 dalla Procura di Gela, che aveva avviato un’inchiesta su alcune ditte gelesi. E le indagini avevano portato fino a Comiso, in contrada Porrazzito, nell’area della discarica che era stata sottoposta a sequestro. Il procedimento giudiziario è stato chiuso, ma non definitivamente.

Ora, il nuovo capitolo. Il 13 maggio, il, Tar ha rigettato l’istanza cautelare nel ricorso presentato da Nigita Francesco, quale legale rappresentante della S.O.I.F. s.r.l. all’epoca dei fatti, contro la Provincia Regionale di Ragusa e nei confronti del Comune di Comiso per l’annullamento delle Ordinanze che ingiungevano alla ditta l’esecuzione di appositi interventi di bonifica previsti dalla legge in contrada Porrazzito.

Il sindaco di Comiso, Filippo Spataro, ha detto: “A questo punto chiediamo che le parti in causa attuino senza indugio e comunque entro i trenta giorni dall’emissione della ordinanza quanto disposto dalla Provincia regionale di Ragusa, trasmettendo alla Regione il piano di caratterizzazione, cosicché si possa convocare la conferenza dei servizi prevista per legge. Invito la ditta ad onorare, in questo modo, gli impegni assunti nel tavolo tecnico istituito presso la Prefettura di Ragusa e confermati nella comunicazione del 1° aprile 2015. In caso contrario attiveremo l’intervento sostitutivo, previsto per legge, chiedendo eventualmente alla regione di anticipare le adeguate risorse economiche per l’esecuzione della bonifica. Preannunzio anche che costituiremo il Comune di Comiso parte civile nel procedimento penale che sarà celebrato contro i responsabili dell’inquinamento e che richiederemo immediatamente che si riunisca il tavolo tecnico attivato presso la prefettura così da procedere in maniera condivisa e senza ulteriori ritardi nell’avvio delle operazioni di bonifica dell’area”.

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