IL CASO

A Ragusa demolizioni bloccate da ritardi e burocrazia

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Un centinaio di progetti che potrebbero non solo «rianimare» il centro storico con nuovi sbocchi abitativi ma anche dare lavoro al tutto il comparto edile ibleo. Mancherebbero i certificati di rischio in attesa della «piena operatività» del Piano particolareggiato del centro storico

RAGUSA. Le pratiche di ampliamento e demolizione sono rimaste chiuse nel cassetto. Un centinaio di progetti per rimettere in sesto le abitazioni del centro storico di Ragusa, in attesa della piena operatività del Piano particolareggiato dei centri storici. Un iter lungo e complesso che è rimasto ingabbiato tra i meandri degli uffici.

Manca la documentazione accessoria, un piano di monitoraggio con le prescrizioni esecutive, che la Regione aveva richiesto al Comune. Un documento che certifica in maniera compiuta quali siano gli immobili da demolire con l’attestazione dello stato di rischio. Il presidente dell’Ordine degli ingegneri sollecita l’amministrazione ad avviare l’iter conclusivo del piano particolareggiato nel più breve tempo possibile. «Senza questo ulteriore documento il piano è ingabbiato nessun intervento di ampliamento e neppure di demolizione in una zona della città di Ragusa in grande sofferenza – spiega il presidente dell’Ordine degli ingegneri, Vincenzo Di Martino – abbiamo chiesto al Comune e agli uffici di procedere in maniera compiuta. Altrimenti si rischia di vanificare tutto il lavoro relativo alla riqualificazione e al ripopolamento della città».

Gli ordini professionali chiedono la convocazione di un tavolo tecnico per delineare le linee guida da adottare. Un confronto atteso per rimettere in moto il comparto dell'edilizia con gli interventi di manutenzione straordinaria e gli accorpamenti delle unità immobiliarie. «Si tratta di una zona cosidetta grigia - aggiunge Giuseppe Cocuzzella, presidente dell’ordine degli architetti - dove nessun tipo di intervento, in assenza di questa documentazione accessoria richiesta al Comune, può essere effettuata. Solo alcune tipologie di manutenzioni e di risanamento degli interni e delle facciate sono consentiti. Per gli aspetti di carattere generale siamo ancora in attesa della documentazione accessoria». Il Piano particolareggiato è stato adottato nel 2011. Varie le tappe per giungere a questo primo importante risultato: l’adozione del piano il 4 aprile del 2008, da parte della giunta Dipasquale, il passaggio in consiglio comunale. Poi la presa d’atto delle osservazioni dei cittadini ed infine l’invio a Palermo. Per la redazione del piano sono stati stati censiti 8 mila e 600 immobili nel centro storico. Ma adesso manca l’ultimo tassello, la documentazione accessoria richiesta dalla regione, sull’attestazione dello stato di rischio degli immobili.

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