GESTIONE DEL TERRITORIO

Studio su Scicli: «Falde acquifere a rischio»

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Il progetto «Moriso», finanziato dall’Ue, ha posto attenzione su tutta la fascia costiera iblea, individuando alcune criticità

SCICLI. Una fascia costiera compromessa nelle sue risorse idriche sotterranee, quella fra Donnalucata e Cava D'Aliga, frazioni del territorio di Scicli. Il progetto "Moriso", co-finanziato dall'Unione europea Fondo europeo per lo sviluppo nell'ambito del programma di cooperazione territoriale Italia-Malta 2007-2013 al quale la Regione siciliana ha partecipato in qualità di partner capofila, disegna uno scenario di reale disagio delle acquee sotterranee.

Lo studio, per avvalorare l'importanza delle acque sotterranee per lo sviluppo socio-economico dei territori transfrontalieri di Ragusa e Malta, è stato eseguito con l'apporto di dati in possesso ai soggetti pubblici preposti al monitoraggio, uno di questi l'Arpa.

I terreni della fascia costiera fra Donnalucata e Cava D'Aliga sono compromessi. In essi - secondo quanto viene spiegato nel "Moriso" - «sono stati evidenziati forti pressioni nei bacini di Scicli e nei bacini minori fra Irminio e Scicli ed in particolare sul torrente Modica-Scicli per il quale non si conosce lo stato ambientale.

Già un gravissimo depauperamento qualitativo e quantitativo delle risorse idriche nella zona di Donnalucata era stato evidenziato in un'attività condotta nel periodo febbraio 2009-dicembre 2011 dall'Università di Catania in collaborazione con l'Arpa in 8 pozzi». Se neanche le ragioni; «l'attività di monitoraggio ha evidenziato che le attività agricole di tipo intensivo hanno seriamente compromesso la disponibilità delle risorse idriche superficiali e sotterranee in termini quantitativi e qualitativi in particolare in prossimità delle coste marine».

Quanto riscontrato dagli studi dell'Ateneo catanese è stato confermato dal progetto Moriso. Un particolare importante è emerso. La compromissione delle acque sotterranee interessa maggiormente la parte della fascia costiera sciclitana fra Donnalucata e Cava D'Aliga dove sono state rilevate alte concentrazioni di sostanze inquinanti sia nella falda libera superficiale che nella falda profonda.

«Un riscontro che indica segni di inquinamento da pesticidi, diserbanti, e fertilizzanti impiegati in agricoltura - commentano Antonino Nigito ed Angelo Manenti componenti del movimento Cutass di Scicli che da anni si spende per la sicurezza, l'igiene e la salute dei cittadini - il sovrasfruttamento delle riserve idriche per uso irriguo, civile e produttivo, ne ha compromesso la qualità e la disponibilità soprattutto per il fenomeno dell'intrusione delle acque marine nelle falde. Il futuro assetto del territorio non potrà non tenere conto di questa limitata risorsa, fenomeno fino a questo momento molto sottovalutato, facendo un bilancio preventivo del fabbisogno e della disponibilità del bene prezioso che è l'acqua».

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