Pozzallo, centro accoglienza: operatori in agitazione

Lo stato di agitazione deciso «in considerazione delle gravi conseguenze che ne possono derivare come la possibile perdita del posto di lavoro, o la riduzione dello stesso»

POZZALLO. Entra in stato di agitazione il personale della cooperativa San Domenico Savio, operante al centro di prima soccorso di Pozzallo. I lavoratori chiedono l'immediata proroga dell'appalto per i due mesi previsti nel capitolato per il sevizio di assistenza scaduto il 31 agosto.
È la Funzione pubblica della Cgil a rendere nota la decisione dei lavoratori, giunta al termine di un incontro tenutosicon i lavoratori, dopo che il sindaco Ammatuna non aveva accettato la proposta del prefetto Vardé relativa ai rimborsi giornalieri per ciascun migrante. Il rappresentante del Governo, infatti, aveva fatto presente che dal ministero dell’Interno era stata prevista la somma di 35 euro contro gli 80 fino a quel momento in vigore. I 35 euro erano sembrati pochi al sindaco Ammatuna ed a questo punto si pensava di poter arrivare quantomeno ad una proroga ed invece, mentre i migranti erano stati trasferiti tutti quanto nella vicina Comiso, adesso è arrivata la certezza. «Non c'è nessun documento per la proroga — chiarisce Angelo Tabbì della Cgil — e così, oltre al contenzioso per quanto riguarda la quota, occorre prendere ancora una decisione per garantire i servizi». «In considerazione delle gravi conseguenze che ne possono derivare come la possibile perdita del posto di lavoro, o la riduzione dello stesso — si legge nel documento dei sindacati —, i lavoratori hanno deciso di proclamare lo stato di agitazione e, contestualmente, chiedono un incontro urgente per discutere di quanto sta avvenendo in merito alla rivisitazione della convenzione tra Prefettura e Comune di Pozzallo per la gestione dell'assistenza degl'immigrati». Nella piattaforma rivendicativa della vertenza, inoltre, si chiede l'immediata proroga dell'appalto per i due mesi previsti nel capitolato. «Sin da ora ribadiamo — conclude Angelo Tabbì della funzione pubblica provinciale della Cgil —, che nel nuovo bando, oltre alle clausole sociali atte a salvaguardare la continuità del lavoro del personale attualmente presente, vengano anche garantiti gli standard di personale adeguati per la sicurezza dei lavoratori».

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