Ispica, aggredisce il capo dei vigili: è ai domiciliari

Ragusa, Archivio

ISPICA. Probabilmente ha pensato che la polizia locale stesse redigendo un verbale nei suoi confronti. Per “sicurezza” ha deciso di aggredire il comandante e un ispettore. E’ accaduto venerdì a Ispica. E’ finito in manette Sergio Campailla, 45 anni, operaio, al quale il pubblico ministero di turno ha, in seguito, concesso gli arresti domiciliari. Una segnalazione giunta alla centrale operativa della polizia locale per una lite tra vicini, ha portato il comandante Lucia Roccuzzo, e l’ispettore Biagio Zocco sui luoghi indicati, in via Bellini, dove nel frattempo gli animi si erano raffreddati(non era il primo caso). A quel punto, i vigili hanno preso ad ascoltare gli interessati. L’ispettore ha chiesto chiarimenti ad un’anziana mentre la Roccuzzo annotava le dichiarazioni. Campailla, figlio della pensionata, molto probabilmente, ha pensato che quest’ultima stesse redigendo una multa o una denuncia e allora l'ha schiaffeggiata e poi le ha assestato un calcio. L’ira incontrollata dell’uomo è stata rivolta anche anche all’ispettore Zocco, quando questi era intervenuto in difesa del comandante. A questo punto è stato chiesto l’ausilio dei carabinieri che sono arrivati dopo pochi minuti in via Bellini, bloccando l’energumeno. L’operaio è stato trasferito in caserma e dopo essere stato interrogato, è stato dichiarato in arresto per violenza, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, poi divenuti domiciliari. Roccuzzo e Zocco, accompagnati al Pronto Soccorso di Modica, sono stati curati per i traumi riportati e dimessi poco dopo con prognosi di 4 giorni ciascuno.
Sulla vicenda si registra un intervento del presidente e del capogruppo consiliare del Nuovo Centrodestra, Mariagiovanna Gradanti e Pietro Zocco che esprimono solidarietà e vicinanza al comandante dei vigili Lucia Roccuzzo e all’ispettore Biagio Zocco. “Il fatto, già grave di per sé, diviene ancor più odioso se si pensa che l’aggressione, deliberata e inaudita, è avvenuta principalmente nei confronti di una donna, in divisa per di più, nell’esercizio delle proprie funzioni”.

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