Scicli, sopralluogo tecnico sulle sale operatorie

Ragusa, Archivio

SCICLI. Sopralluogo ieri mattina presso il padiglione «I» dell’ospedale Busacca dove i tecnici dell’Asp 7 di Ragusa hanno provveduto ad eseguire le verifiche di idoneità sia della sala operatoria che dell’intero reparto di chirurgia. È stata necessaria l’intera mattinata affinchè i responsabili dell’ufficio tecnico dell’Azienda, diretto dall’ingegnere Lorenzo Aprile, terminassero la fase ispettiva. A disporla è stato il direttore generale Maurizio Aricò, lo stesso che lo scorso 13 agosto ha firmato una disposizione di servizio sulla riorganizzazione del reparto di chirurgia dove è stata vietata ogni attività di chirurgia con rischio superiore ad Asa 2 (interventi che non richiedono la presenza della sala di rianimazione) ed è stata autorizzata solo l’attività ambulatoriale che, di fatto, và a mortificare l’equipe sanitaria e para sanitaria dopo anni di intenso e qualificato lavoro e riduce l’offerta sanitaria all’utenza. La decisione del manager Aricò è legata al decesso di un paziente, tre giorni dopo le dimissioni dal reparto dopo l’asportazione di un’ernia, ed alla presentazione, per il rimborso, della parcella relativa alla perizia eseguita per il controllo del padiglione «I» nell’ambito dell’indagine disposta dalla Procura della Repubblica di Ragusa. Nella stessa giornata di ieri, il Partito Democratico ha deciso di chiedere al direttore Aricò ”di esporre direttamente alla cittadinanza il piano straordinario di riordino dell’offerta sanitaria che intende attuare in provincia, di dire quale ruolo dovrà avere il Busacca e quale quello dei Servizi del territorio”. Ciò in ragione del fatto, spiega il Pd, che si sta assistendo ”ad un intenzionale processo di dismissione del sub-comprensorio Modica-Scicli con spostamento del baricentro di distribuzione dei presidi e dei servizi sempre più a ovest e, fatto ancora più preoccupante, ad un complessivo abbassamento del livello di qualità, percepita dall’utenza, come sembra dai frequenti ricorsi a cliniche private o presso altre Asp. Siamo certi che la richiesta di dialogo e di confronto che arriva dal basso non rimarrà inascoltata dal direttore generale dell’Asp e per questo vogliamo concorrere a renderla efficace e produttiva. Perchè oggi in tutto il comprensorio Scicli, Modica, Ispica e Pozzallo si coglie uno stato di preoccupazione e di disorientamento”. Pi.D.

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