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Ragusa, non parte il trasporto per i disabili I genitori inoltrano esposto denuncia

RAGUSA. «Ad oggi non c’è nessuna novità. Siamo fermi a lunedì. Attendiamo risposte da Palermo». Le parole del commissario straordinario della Provincia, Giovanni Scarso, gettano ancora di più nello sconforto i genitori dei ragazzi disabili ai quali non viene garantito dalla Provincia il servizio di trasporto e di assistenza specialistica nelle scuole superiori. Le lezioni sono iniziate il 16 settembre, ma i servizi non sono stati ancora avviati. E dopo il sit-in di lunedì i genitori torneranno nuovamente alla Provincia. Il 14 ottobre, cioè lunedì prossimo, alle 11.30 è prevista un’altra azione di protesta.


Ma intanto i genitori non stanno con le mani in mano ed hanno già presentato un esposto denuncia al prefetto, al questore, all’Asp, al Provveditorato ed al sindaco di Ragusa. Nell’esposto si diffidano tutte le istituzioni e le amministrazioni a prendere i necessari, giusti ed opportuni provvedimenti entro cinque giorni. Un esposto denuncia firmato da una quarantina di persone - i ragazzi che dovrebbero essere assistiti dalla Provincia sono circa 130; alcuni sono casi gravissimi come due ragazze affette dalla sindrome di Rett - nel quale si legge:


«Noi genitori di figli scolarizzabili diversamente abili, con questa denuncia vogliamo aprire uno spiraglio di speranza per noi stessi e per tutti quei genitori che ci succederanno, chiedendo ed ottenendo l’adempimento di un obbligo, proprio delle istituzioni, a muoversi per la risoluzione delle problematiche afferenti la scuola e la disabilità». Ed ancora: «I diritti acquisiti non possono essere cancellati. È giusto che ognuno si assuma le proprie responsabilità. È giusto che qualcuno ci spieghi cosa sta succedendo e cosa dobbiamo fare, tutti insieme. Siamo convinti che questo non è il tempo di “lavarsi le mani”. Riteniamo che tutti siamo obbligati, amministratori e cittadini, a trovare una soluzione».


Una situazione insostenibile per alcune famiglie che non hanno la possibilità di accompagnare i loro figli a scuola. «Siamo veramente amareggiate - afferma Grazia Cabibbo - lo sapevano che il 16 settembre iniziava la scuola e sapevano anche alla Provincia che dovevano garantire il servizio. È troppo facile dire non ci sono fondi». Alla signora Cabibbo fa eco un’altra mamma: Irene Tumino. «Ci sono ragazzi che possono stare a scuola con l’assistenza di base che deve essere garantita dalle scuole, ma ci sono ragazzi che hanno la necessità dell’assistenza specialistica. Così si integrano i ragazzi disabili. A me non interessa se i fondi devono arrivare da Palermo. A me interessa che parta il servizio ed anche in modo celere».

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