Comune di Ragusa, Martorana: debiti per 86 milioni

L’assessore e il sindaco hanno illustrato i numeri sulla situazione finanziaria dell’ente. Accuse all’amministrazione Dipasquale
Ragusa, Archivio

RAGUSA. «Al momento l’indebitamento complessivo del Comune di Ragusa è di 86 milioni di euro: 41,5 per mutui contratti per interventi ed opere più o meno importanti e necessari, la restante parte è costituita da debiti nei confronti di fornitori del Comune per opere servizi e beni. E il bilancio totale del comune di Ragusa è di 91 milioni di euro al 2012». Questi i numeri che snocciola l’assessore al Bilancio, Stefano Martorana, affiancato dal sindaco Federico Piccitto e dal vice, Massimo Iannucci. Ed il problema grosso è quello della liquidità. In termini di tasse, non c’è un dato preciso di quanto il Comune debba e possa riscuotere dai tributi locali, Imu, Tarsu, Tares e canone idrico. E la difficoltà di cassa deriva, secondo gli amministratori da tre problemi: scelte politiche passate ”che verranno giudicate dagli elettori”, il ”non fare” e altre problematiche che non si possono attribuire alle passate gestioni. Secondo l’analisi offerta ieri, il Comune di trova a pagare 5 milioni di euro per mutui passati, 2 milioni di interessi e 3 di quota corrente, ”Quasi l’importo di un’intera legge su Ibla l’anno”, e che ”derivano da spesa corrente elevatissima – dice Martorana – con una serie di mancati interventi sull’efficienza dell’ente, e su alcune infrastrutture. Una di queste è la rete idrica che porta a spendere 750 mila euro al mese, il 60 per cento dei quali assorbiti dalle spese per il sollevamento idrico di acqua che si disperde in una rete fatiscente con problemi seri e continui di manutenzione. Non c’è alcun riscontro della messa a reddito e della valorizzazione del patrimonio immobiliare comunale la cui stima si aggirerebbe intorno ai 275 milioni di euro, dalle palestre, al castello; ci sono edifici abbandonati che potrebbero essere recuperati, venduti o riutilizzati. Queste sono le non scelte che tutti i cittadini pagano». E c’è poi il capitolo dei mancati trasferimenti, risorse già stanziate che non vengono accreditate da Regione e Stato. «Della legge su Ibla del 2013 non è stato accreditato un euro; mancano risorse del fondo per le Autonomie, solo un acconto della prima trimestralità, 400 mila euro su 5 milioni. Dallo Stato incassati 1,9 milioni – dice ancora Martorana -, circa il 10 per cento delle risorse complessive tra cui anche i 3 milioni di euro del mantenimento degli uffici giudiziari. Questi sono elementi fuori dal nostro controllo assieme al disagio della gente che non riesce legittimamente a fare fronte a pagamento di Imu, Tarsu, Tares e canone idrico». Bilancio difficile che verrà condiviso e partecipato in riunioni pubbliche probabilmente a fine agosto.

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