Scicli, si inasprisce la lotta all’evasione: il sindaco istituisce una «task force»

Casse comunali in difficoltà. Costituito un gruppo che dovrà fare la «radiografia» del pagamento dei tributi
Ragusa, Archivio

SCICLI. Costituito al Comune di Scicli l'ufficio anti-evasione. Si tratta di una vera e propria «task force» che ha portato al piano terra del palazzo municipale dipendenti già in forza ad altri servizi. Il personale "chiamato" a svolgere i primi compiti anti-evasione è arrivato dal settore Politiche sociali (il dipendente ha le funzioni di capo servizio) e dall'ufficio decentrato di Donnalucata. Era stata la giunta municipale a dare la direttiva al capo del settore Finanze, Francesco Lucenti, di reclutare tutti quei dipendenti che avrebbero voluto fare parte di una «task-force» alla quale affidare il compito di radiografare lo stato dei pagamenti dei tributi. «Visto lo stato disastrato delle casse del nostro Comune - spiega il sindaco Franco Susino - abbiamo deciso come Amministrazione di avviare una ricognizione complessiva al fine di capire qual'è l'indice di evasione. Di fatto abbiamo dato mandato al dottor Francesco Lucenti di predisporre un apposito piano di attività in orario di lavoro ordinario al fine di recuperare le entrate tributarie e patrimoniali locali esigibili». La giunta Susino fa riferimento a quanto è esigibile di tassa sull'acquedotto, l'Ici, sulla Tarsu, sulla Cosap e l'imposta di pubblicità.
Per realizzare questo progetto di ricognizione, il capo del settore finanziario dell’Ente ha reclutato personale anche da altri settori purchè si raggiunga il fine di recuperare soldi dalle entrate tributarie e patrimoniali necessarie per impinguare le casse dell'ente ridotte all'osso. Si tratta di un giro di vite che sarà possibile solo se il personale dipendente dell'ente si impegnerà al massimo. La decisione assunta da Susino e dai suoi assessori trova fondamento nel "richiamo" dei giudici della Corte dei Conti, fatto pervenire nel mese di ottobre scorso, con il quale l'Amministrazione è stata chiamata al dovere di mettere in sesto i conti dell'ente e soprattutto di spiegare il perché del disastro finanziario che sta portando nel baratro il Comune sciclitano.
Basterà un recupero delle entrate locali esigibili a fermare il rischio di scivolare verso il fallimento? Se lo chiede la città; forse sarà necessario anche tirare i cordoni della spesa spesa pubblica al fine di trattenere, risorse che potrebbero risultare indispensabili.  

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