Il Centro storico è più «popolato»: ci sono più stranieri

Lo studio statistico presentato insieme alla parrocchia della Cattedrale di San Giovanni Battista evidenzia la nuova «geografia»
Ragusa, Archivio

RAGUSA. Presenze in aumento nel centro storico. Ma sono, nella stragrande maggioranza, cittadini stranieri. È quanto emerge dallo studio statistico realizzato dalla Caritas diocesana e dalla parrocchia Cattedrale San Giovanni Battista. A presentare i dati sono stati Vincenzo La Monica e Domenico Leggio della Caritas e don Carmelo Tidona. Per lo studio sono stati utilizzati i dati in possesso della parrocchia. In sei anni, dal 2006 quindi, i residenti sono passati da 2700 a 3100. L'aumento, come mostrano i dati, viene dato dalla popolazione di origine straniera. Nel 2006 erano 235 gli stranieri di cui 25 nati in Italia (8,7% sul totale della parrocchia). Nel 2010 erano 410 stranieri, nel 2012 erano sono 602 stranieri di cui 92 nati in Italia (19% sul totale della parrocchia). Poco meno di uno su sei, quindi, è nato in Italia. Ci sono in prevalenza cittadini tunisini, rumeni, eritrei, marocchini e cinesi. Il numero dei nuovi nati è rimasto invariato dal 2006 al 2012, ma quasi la metà sono stranieri. La popolazione straniera è giovane (quasi il 20 per cento del totale ha meno di 15 anni), mentre gli italiani residenti sono sempre più anziani. Un italiano su tre ha più di 60 anni. Dalla relazione emerge che i nuclei familiari (compresi quelli in convivenza) con meno di 40 anni residenti nel territorio della parrocchia sono 167 (su un totale di 620) di cui 102 italiani. I nuclei familiari con componenti sotto i 35 anni sono 105, ma tra questi appena 48 sono italiani. Il parroco della Cattedrale, don Carmelo Tidona, ha spiegato: «Occorre una rivisitazione dell'impostazione sociale complessiva dei nostri interventi, tesi a favorire il dialogo e l'integrazione; molti degli stranieri residenti, peraltro, non sono cattolici». La parrocchia "dialoga" con la comunità straniera. Padre Tidona ha spiegato che in Oratorio alcuni giovani animatori non sono italiani. Segno di un reale coinvolgimento nella vita della parrocchia e del quartiere. I numeri e analisi, questo il senso della presentazione voluta da Cattedrale e Caritas. Occorre valorizzare i tanti anziani soli, attraverso luoghi ed iniziative apposite. Ma anche i giovani hanno bisogno di spazi, e questo padre Tidona lo ripete da tempo. «L'attivazione di un centro di ascolto, ad esempio - ha spiegato il direttore della Caritas, Domenico Leggio - potrebbe essere uno strumento efficace per curare gli aspetti sociali della qualità della vita nel centro storico, in vista di una riqualificazione complessiva, nella duplice dimensione spirituale ed aggregativi».

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