Emergenza idrica, pozzi ancora chiusi: si cercano nuove fonti da utilizzare

Vertice che non produce novità sotto il profilo dell’approvvigionamento. La città è ancora in grave difficoltà
Ragusa, Archivio

RAGUSA. Già la prossima settimana l'acqua della condotta idrica di Ragusa potrebbe essere dichiarata non potabile. Solo così sarà possibile riaprire almeno il pozzo B chiuso da quasi due mesi con gravissimi disagi per una vasta fetta della popolazione. Per il B1 si dovrebbe approfondire ancora la questione. Ieri mattina, in Prefettura, si è tenuto un nuovo vertice tra Asp e Comune per esaminare la questione. Il direttore sanitario dell'Azienda sanitaria ha chiuso in buona sostanza le porte ad ogni speranza. «Ci hanno spiegato - afferma Margherita Rizza, commissario di Palazzo dell'Aquila - che ci sono giorni in cui l'acqua è buona, anche molto buona. Ma altri in cui non lo è. Lo stato di inquinamento ambientale è tale da far ritenere quei pozzi ormai compromessi. In ogni caso si stanno effettuando ancora delle analisi approfondite, ma ci prenderemo al massimo qualche giorno prima della decisione. L'orientamento nostro è sempre più vicino alla riapertura dei pozzi dichiarando però la non potabilità dell'acqua dell'intera condotta idrica comunale, perché tecnicamente non è possibile escluderne una parte». Le analisi continueranno, ma sarà difficile che avvenga il "miracolo", anche perché - come spiegato dai tecnici - quei pozzi non sono, per così dire, più "affidabili". Per questo l'Asp ha suggerito l'uso di un potabilizzatore o un sistema con un pre-filtro per bloccare eventuali spore. Ma la soluzione non sarebbe attuabile, almeno nell'immediato, e così si opterà per dare intanto l'acqua non potabile. La Rizza assicura che sarà effettuata una campagna di comunicazione per i cittadini, mentre non ci sarebbe una norma che imponga ai Comuni di effettuare sconti sulla bolletta. Quella, quindi, dovrà essere una scelta politica dell'Amministrazione. Si stanno anche ultimando i progetti per la realizzazione di nuovi pozzi a monte, nella speranza di ottenere i finanziamenti dalla Regione. Attualmente per gestire l'emergenza ci sono in servizio solo quatto autobotti (due del Comune, una dei Vigili del fuoco ed una della Forestale). Ed a complicare le cose, ci si è messo una guasto Telecom ai telefoni di Palazzo dell'Aquila, quindi per chiedere l'invio di un'auto botte si può solo ricorrere alla mail emergenza.idrica@comune.ragusa.gov.it. Sull'argomento interviene Giorgio Mirabella, capogruppo del Pid in consiglio comunale, il quale suggerisce alla Rizza di chieder un «intervento immediato alla Protezione Civile regionale. Gli uffici regionali della Protezione Civile potrebbero venire incontro alle esigenze del territorio ragusano, magari trasferendo in sede, pro tempore, i mezzi necessari».

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