Comiso, assistenza agli studenti disabili: accolti i ricorsi

Le famiglie hanno ottenuto le ore di sostegno per i propri figli. La scuola si dovrà adeguare
Ragusa, Archivio

COMISO. Cinque ricorsi per altrettanti studenti disabili. Il Tar di Catania li ha accolti. I recenti tagli nell'assegnazione degli organici decisi dal Ministero della Pubblica istruzione ha portato ad un ridimensionamento del servizio di sostegno scolastico per disabili nelle scuole. Cinque famiglie di Comiso, i cui figli frequentano l'Istituto statale d'Arte, hanno presentato un ricorso al Tar. Il 18 febbraio scorso, la seconda sezione di Catania ha emesso la sentenza ed accolto le loro richieste. Gli studenti avranno diritto alle ore di sostegno che erano state previste dal PEI (piano educativo individualizzato) che viene predisposto dal "gruppo H" d'istituto, composto dal dirigente, docenti di sostegno, genitori e rappresentanti di classe. «Nella scuola c'erano nove ragazzi in questa situazione - spiega l'avvocato Stefano Garofalo, che ha assistito le famiglie -. Cinque genitori hanno presentato ricorso. Per tre ragazzi erano previste 12 ore di sostegno, ma ne erano state concesse solo 6. Altri due studenti avevano diritto a 9 ore e, anche loro avevano al loro fianco un insegnante di sostegno solo per 6 ore. La decisione del Tar ci ha dato ragione. Tutti questi ragazzi rientravano tra quelli con minorazione fisica meno grave (così come previsto dalla legge 104 del '92, articolo 3, comma 1). In passato, nella stessa scuola, avevamo presentato un ricorso ed avevamo ottenuto una sentenza positiva, ma solo per i ragazzi più gravi, quelli che rientrano nel cosidetto "comma 3"». Ora si dovrà provvedere mandando altri insegnanti di sostegno nella scuola. «Studiando questi casi - spiega - mi sono accorto che, per alcuni ragazzi, il progetto di sostegno è veramente importante. Un ragazzo, ad esempio, ha sviluppato le sue doti nella falegnameria. Era il migliore della scuola. Questo è importante per la sua vita. È doloroso che vincoli di bilancio possano pregiudicare così la crescita e la possibilità di inserimento sociale di questi ragazzi».

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