Sampieri, l’inchiesta sui villaggi turistici Altri 5 iscritti nel registro degli indagati

Al vaglio pure le posizioni di un elettricista, di un funzionario del Genio civile e del legale rappresentante di una ditta
Ragusa, Archivio

SCICLI. Lievita il numero delle persone indagate per l’inchiesta che riguarda i villaggi turistici di Sampieri, Baia Samuele e Marsa Siclà.
Dalle undici già iscritte dalla Procura della Repubblica nel registro degli indagati, si è passati, in questi giorni, nel proseguimento delle indagini, a sedici. Ai responsabili delle due strutture sciclitane, ai due dipendenti comunali, ai responsabili dell’impresa ecologica di Modica, sono state aggiunte altre cinque persone. Tra queste qualcuno farebbe parte dell’entourage dei villaggi, ci sarebbero, quindi, un elettricista di Ispica, un impiegato del Genio Civile di Ragusa, che avrebbe autorizzato la realizzazione di un pozzo, e il legale rappresentante dell’impresa che eseguì i lavori.

Oggi, intanto, è previsto l’incidente probatorio, quale atto irripetibile, disposto dal Gip che sarà eseguito da un nuovo consulente tecnico d’ufficio. Le due società alberghiere si dovrebbero presentare con i propri tecnici. Marsa Siclà, ad esempio, attraverso l’avvocato Enzo Galazzo, ha nominato un pool di periti composto dal professore Vagliasindi dell’Università di Catania, il dottore Ferlito, sempre di Catania, e il dottore Corrado Barone di Ragusa. L’avvocato Salvatore Poidomani, per l’impresa ecologica modicana, molto probabilmente non presenzierà.

L’indagine era stata avviata quest’estate dalla Procura della Repubblica di Modica, in seguito alle ripetute segnalazioni di un grave degrado ambientale e marino, con preoccupazioni, diffuse nella collettività, per la sicurezza e la balneabilità delle acque, con particolare riferimento alla condizione dei luoghi dall’inizio della scorsa stagione balneare. Le ispezioni, disposte dalla Procura ed effettuate dai carabinieri della Motovedetta di Pozzallo, con l’ausilio di sommozzatori dell’Arma, avevano rilevato la presenza di un forte inquinamento (ampie chiazze nauseabonde e vischiose, tracce evidenti di feci e rifiuti organici solidi) che, avuto riguardo alla direzione di provenienza delle tracce ed al periodo di manifestazione del fenomeno (coincidente con il fine – settimana, nel quale è notoriamente maggiore l’afflusso turistico presso i villaggi), si riteneva dovuto ad uno sversamento indebito di rifiuti avente origine ad ovest dalla zona di rilevazione, e precisamente nel tratto di mare antistante alla spiaggia di Sampieri, dove insistono le strutture ricettive dei villaggi denominati Baia Samuele e Marsa Siclà.

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