Ceduto un tratto di lungomare «Lo stabilimento non va fatto»

Secondo i comitati cittadini, il cedimento di un tratto del muro di contenimento del lungomare di via Marina a Micenci, nella borgata di Donnalucata, e l'intervento degli uomini del servizio comunale di Protezione civile sono la conferma che, in quel tratto di costa, è delittuoso far nascere un ricovero per natanti con annesso stabilimento balneare

SCICLI. Il cedimento di un tratto del muro di contenimento del lungomare di via Marina a Micenci, nella borgata di Donnalucata, e l'intervento degli uomini del servizio comunale di Protezione civile sono la conferma che, in quel tratto di costa, è delittuoso far nascere un ricovero per natanti con annesso stabilimento balneare. Sono le considerazioni del Comitato spontaneo Tutela bene comune, nato due settimane fa nella frazione balneare sciclitana alla notizia della richiesta avanzata all'Assessorato regionale al Territorio ed ambiente per la creazione di un ricovero per natanti con annesso stabilimento balneare sulla spiaggia di Micenci. «Questo progetto evidenzia i limiti tecnici e normativi del Piano spiagge comunale che contrastano con l'ultima direttiva dell'Assessorato regionale – spiega Lino Carpino, componente del comitato - mancano gli studi geologici ed il riconoscimento che il sito in questione sia riparato dai marosi e dai venti, requisiti fondamentali per l'individuazione di tali aree dedicate al ricovero per natanti». Quello che è accaduto in questi giorni spiega proprio che quell'area non è ideale, non crede? «Nelle vicinanze dove dovrebbe nascere il ricovero per natanti è dovuta intervenire la Protezione Civile per cercare di mettere in sicurezza la struttura muraria del lungomare che continua a demolirsi sotto i colpi dei marosi – spiega ancora Carpino - quale migliore riprova dell'instabilità del sito e de suo essere vulnerabile agli eventi atmosferici? Bisogna smettere di prendere decisioni scellerate! I cittadini hanno forse dimenticato quanti danni ha causato l'errata progettazione di moli e frangiflutti lungo la nostra costa? Occorre una seria politica del territorio e la comunità non solo la chiede ma pretende che le scelte siano condivise in maniera democratica. Bisogna chiedere subito una riapertura straordinaria dei termini per la presentazione di un nuovo piano spiagge visto che la possibilità di discutere ed elaborare un nuovo e condiviso Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo è stata negata alla collettività».

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