Modica, assenteismo al poliambulatorio: a giudizio 35 operatori

È il secondo troncone dell’inchiesta della polizia che culminò nel blitz del maggio del 2010 al «palazzo di vetro»
Ragusa, Archivio

MODICA. Trentacinque operatori sanitari sono stati rinviati a giudizio dal Giudice per le Udienze Preliminari del Tribunale di Modica, Maria Rabini, in accoglimento della richiesta avanzata al termine della requisitoria del pubblico ministero, Alessia La Placa. Saranno chiamati a difendersi davanti al giudice del dibattimento dal prossimo 22 luglio i dipendenti dell’Asp di Ragusa, specificatamente quelli impiegati presso il Poliambulatorio di Via Aldo Moro, a Modica, accusati di assenteismo che per il codice penale equivale alla truffa aggravata nei confronti dell'azienda sanitaria ragusana. Si tratta del secondo filone dell’inchiesta che fu effettuata dalla polizia e che culminò col blitz del mese di maggio del 2010 presso il cosiddetto “Palazzo di Vetro”, sede del Centro Unificato di Prenotazioni, ambulatori e uffici amministrativi.

Coinvolti medici, infermieri ed operatori vari. Nel primo troncone gli indagati sono sei, già tutti rinviati a giudizio dallo stesso Gup lo scorso cinque ottobre. Complessivamente, dunque, sono state quarantadue le persone coinvolte nell’operazione anti assenteismo. Nel primo faldone sono indagate le tre persone che furono arrestate e, successivamente, rimesse in libertà(un medico e due infermiere)e altrettante che, però, non furono raggiunte dal provvedimento restrittivo. In questa seconda trance figurano anche le cinque persone nei confronti delle quali il Giudice per le Indagini Preliminari, Sandra Levanti, su richiesta della Procura della Repubblica, all’epoca dispose il provvedimento afflittivo della sospensione dal posto di lavoro per due mesi, atto che fu poi rigettato dal Tribunale del Riesame di Catania.

Diverse altre persone, in principio indagate, sono state prosciolte in quanto hanno potuto dimostrare come durante gli orari di servizio avessero contatti con la direzione sanitaria o con alcune strutture del dirimpettaio Ospedale Maggiore per cui lasciavano spesso il loro ufficio o, comunque, il loro ambulatorio al Palazzo di Vetro per raggiungere l’altra sede, che si trova dirimpetto, sempre per motivi di lavoro, per cui non ci sarebbe stata un’interruzione tale da dovere rendicontarla attraverso la strisciatura del badge dall’apposito impianto sul quale per settimane la polizia avevano puntato una telecamera. Il difensori, che visto il numero di indagati sono tanti, hanno chiesto univocamente il proscioglimenti. Le richieste di rinvio a giudizio erano in questo procedimento 36 ma uno degli indagati è, nel frattempo, deceduto.

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