Il debito milionario del Comune «Gli stipendi non sono a rischio»

Il 4 marzo l’udienza sul pignoramento. Pagoto: «Situazione non facile». Critico Barone
Ragusa, Archivio

RAGUSA. Si terrà il 4 marzo l'udienza davanti al giudice per il pignoramento di un milione e mezzo di euro disposto quale debito che la ditta Busso Giuseppe vanta nei confronti dell'Ato. La ditta, fino a qualche tempo fa, gestiva il servizio di raccolta dei rifiuti a Modica. Quelle somme non pagate adesso vengono richieste al Comune che deve all'Ato un milione di euro. Tuttavia la norma prevede la possibilità, per il creditore, di chiedere il pignoramento di quanto richiesto più una somma pari alla metà, in questo caso il totale fa appunto 1,5 milioni di euro. Il “terzo pignorato” è la Banca agricola popolare di Ragusa che ha la “cassa” del Comune.

Spetterà alla banca valutare se vi siano o meno le somme da pignorare, dalle quali, ovviamente, vanno escluse quelle non pignorabili, sulla base delle comunicazioni che ogni sei mesi invia il Comune. In ogni caso, si tratta di soldi che Palazzo dell'Aquila deve versare, e la mossa del pignoramento crea non poco timore. Il commissario Margherita Rizza non nasconde la preoccupazione per questa situazione. Di problema serio parla la dirigente Cettina Pagoto, che però rassicura i dipendenti: «Non ci sono problemi per gli stipendi di febbraio, le somme sono già accantonate. Aspettiamo poi i trasferimenti dello Stato e della Regione: pur essendo una situazione non facile, non bisogna essere pessimisti». Ma Pagoto spiega che di situazioni difficili ce n'è da aspettarsene ancora, perchè il Comune ha sforato il patto di stabilità. «Purtroppo, quello che noi andiamo dicendo da tempo si sta avverando. Ed è necessario che il commissario straordinario e i dirigenti comunali facciano chiarezza al più presto, non solo in Consiglio , ma anche e soprattutto nei confronti dei cittadini, sulle ragioni che hanno portato a questo stato di cose, anche perché questi debiti non sono gli unici». È quanto afferma il coordinatore cittadino del Pid-Cantiere Popolare, Francesco Barone, che aggiunge: «Ci risulta un debito nei confronti dell’Asi per 2.200.000 euro e pensiamo che i debiti con l’Ato non si fermino qui. Ci sono inoltre, diversi decreti ingiuntivi, noi ne abbiamo circa 22 in mano».
DA. BO.

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