Scicli approva il Piano di riequilibrio, il rischio «dissesto» ora si allontana

Definite le linee guida per ripianare i dieci milioni di euro di debiti in sette anni, dal 2013 al 2019

SCICLI. Il Comune di Scicli non andrà in dissesto finanziario. Con l'approvazione, ieri sera, in Consiglio comunale dell'atto amministrativo più importante, dal 1948 ad oggi, nella storia della città e della civica assise stessa, quale è il piano di riequilibrio finanziario pluriennale, l'ente è salvo dal «crac» anche se ora l’ultima parola spetta alla Corte dei Conti alle cui direttive il Comune si è adeguato. Il tutto grazie all'opportunità che gli è stata offerta dalla legge, dai giudici della Corte dei Conti che hanno rilevato nell'ottobre scorso delle criticità ed il tutto grazie al lavoro delicato che ha fatto la giunta del sindaco Franco Susino per venire a capo della reale situazione finanziaria e della coalizione di maggioranza che lo sostiene, Udc, Patto per Scicli, PdS-Mpa, Liberi e Concreti e Territorio. Undici i voti favorevoli, quelli della maggioranza che si è assunta impegni non indifferenti, e sette gli astenuti della minoranza che con grande senso di responsabilità sono rimasti in aula con un dibattito anche per alcuni versi costruttivo. Prima del termine ultimo del 12 febbraio indicato dai giudici contabili si è giunti all'approvazione della delibera di riequilibrio. Cosa prevede il piano appena approvato? I 10 milioni e mezzo di euro di debiti verranno ripianati nell'arco di sette anni (2013-2019) in maniera diversificata: a quelli derivanti da sentenze esecutive - più di 3 milioni di euro - si farà fronte con l'assunzione di mutui con la Cassa Depositi e Prestiti mentre gli altri verranno saldati con piani di rientro spalmati in sette anni. Salta all'occhio il debito con l'Enel, poco meno di 4 milioni di euro, che verrà onorato con una quota annua di oltre mezzo milione di euro; all'Ato, invece, creditrice nei confronti del Comune di Scicli per circa 2 milioni e mezzo, andrà una quota annua di circa 400mila euro. Con il piano di riequilibrio sono state individuate delle significative misure: gli impegni di spesa saranno assunti solo dopo l'assicurazione del finanziamento ed i pagamenti avverranno solo dopo che l'ente ha incassato i soldi; ci sarà una riduzione della spesa corrente valutando se mantenere o no i servizi; verrà assicurata la copertura finanziaria dei servizi a domanda individuale prevedendo la compartecipazione degli utenti per non meno del 36 per cento; verrà creato un apposito ufficio per la riscossione dei tributi anche con azioni esecutive. Per quanto riguarda i costi della politica c'è la riduzione del 30 per cento delle indennità di sindaco e giunta e del presidente del Consiglio mentre alcuni consiglieri hanno rinunciato al gettone di presenza.

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