La costa minacciata dall’erosione: «Punta Braccetto è in pericolo»

L’appello dei titolari delle strutture ricettive: «Mettere in sicurezza i campeggi»
Ragusa, Archivio

SANTA CROCE. La mareggiata ha inghiottito l’ultimo lembo dello spiaggione di Punta Braccetto la frazione balneare le cui competenze ricadono tra i comuni di Santa Croce e Ragusa. L’erosione delle coste mette a repentaglio il futuro delle strutture ricettive. Le scale di accesso all’arenile, dei campeggi «Luminoso» e «Scarabeo» sono state danneggiate dal mare. Occorre, da subito, un intervento di somma urgenza per mettere in sicurezza i campeggi. «Non c’è più tempo da perdere – dice Mario Coco, titolare dello chalet di Punta Bracetto – il mare avanza e le strutture ricettive rischiano di essere seriamente danneggiate. L’ex ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, aveva stanziato per i progetti di ripascimento ben 13 milioni di euro. Uno degli interventi previsti ricadeva proprio a Punta Braccetto con un pennello a mare per mettere in sicurezza l’arenile. Adesso i comuni di pertinenza, Ragusa e Santa Croce, devono predisporre gli interventi necessari». Il consigliere comunale di Santa Croce, della lista civica «Noi ci crediamo», Gaetano Pernice, chiede l’istituzione di un tavolo di concertazione, tra enti e amministrazione, per predisporre gli interventi necessari. «Gli imprenditori turistici hanno mostrato interesse a realizzare gli interventi di messa in sicurezza a proprie spese – afferma - gli enti preposti, nel caso specifico la capitaneria di Porto di Pozzallo e la Soprintendenza di Ragusa devono rilasciare i nulla osta necessari per realizzare le opere di protezione. Si è pensato, ad esempio, a dei grandi massi da sistemare a ridosso dei campeggi. Il mare, in quel tratto di arenile, avanza in maniera preoccupante». Parte delle scale di accesso in legno del camping Luminoso sono saltate. Le forti mareggiate di questi giorni compromettono il futuro dei campeggi. L’erosione costiera è un fenomeno che sta sempre più dilagando sulle coste, causato sia dal più recente innalzamento del livello medio del mare o dalla poca piovosità, sia da cause antropiche come la costruzione di opere di regimentazione dei corsi d’acqua, l’estrazione di materiale dagli alvei, l’abbattimento delle dune o ancora l’urbanizzazione delle aree costiere. Salvare la costa è un obbligo degli addetti ai lavori: un’adeguata conoscenza della fenomenologia dei litorali è indispensabile dal punto di vista della costruzione di opere e un basso impatto ambientale può aiutare la costa a non regredire troppo velocemente.  

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