Emergenza idrica: "Precettati" anche i pompieri

Restano chiusi i due pozzi inquinati. Con il coordinamento dei vigili del fuoco di Ragusa arrivano le autobotti da Enna e Catania
Ragusa, Archivio

RAGUSA. La situazione si fa sempre più critica. La pioggia di venerdì ha fatto alzare la percentuale di ammoniaca nell'acqua e, nonostante i livelli siano diminuiti rispetto alla prima fase di inquinamento, non c'è ancora l'«ok» dei servizi sanitari per il riutilizzo del prezioso liquido dei pozzi B e B1. Un chiaro segnale di come la situazione non sia rientrata nella norma, tanto da consentire il ritorno al normale utilizzo dell'acqua dei due pozzi che si trovano lungo l'alveo dell'Irminio.

Il cauto ottimismo dell'inizio della scorsa settimana, si è trasformato in preoccupazione. Già nella giornata di sabato, dopo gli opportuni interventi di "sanificazione", sono state utilizzate tre autobotti dei vigili del fuoco messe a disposizione dai comandi di Enna e Catania. Anche ieri hanno fatto la spola per prelevare il prezioso liquido dall'impianto di contrada Petrulli per portarlo nelle case dove manca. A collaborare con le operazioni di prelievo e trasporto dell'acqua le pattuglie dei Vigili Urbani che raccolgono le centinaia di richieste che provengono ogni giorno. Altre due autobotti dei pompieri stanno, invece, lavorando a Vittoria, dove ci sono altri problemi idrici.

Pure oggi e nei prossimi giorni, con tutta probabilità, i vigili del fuoco aiuteranno l'ufficio idrico comunale per dare una risposta alle richieste. Si parla di circa 180 domande quotidiane, e il Comune riesce ad evaderne al massimo una cinquantina. Nonostante con la somma urgenza siano state aggiunte altre autobotti a quelle ordinariamente a servizio del Comune. Attualmente sono sei quelle a disposizione. La mancanza di acqua legata all'inquinamento dei due pozzi è pari a circa seimila litri al giorno. Di autobotti ce ne vorrebbero una cinquantina, ma ovviamente non è possibile reperirne così tante. Anche i privati, da altre città della provincia, stanno lavorando senza sosta per caricare acqua e portarla nelle case, ma i numeri telefoni di chi gestisce il servizio sono ormai intasati di chiamate.

«Abbiamo provato a chiamare qualcuno che a pagamento ci portasse l'acqua - spiega una signora della zona di via Terranova - ma spesso è spento. E comunque non riescono a portare l'acqua in giornata. Occorre attendere anche uno o due giorni». Le attese per le autobotti comunali supera anche i tre o quattro giorni, nonostante l'impegno di tutto il personale per ridurre al massimo i problemi. La zona maggiormente penalizzata è proprio quella intorno allo stadio di contrada Selvaggio, area densamente popolata.

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