I tagli alla refezione scolastica: «In sette rimasti senza lavoro»

«Il sindaco Buscema e l'assessore Cavallino ci hanno letteralmente buttato in mezzo alla strada. A rimanere fuori siamo in sette, proprio chi non ha altro lavoro». È la dura accusa dei sette dipendenti rimasti fuori dal servizio

RAGUSA. «Il sindaco Buscema e l'assessore Cavallino ci hanno letteralmente buttato in mezzo alla strada. A rimanere fuori siamo in sette, proprio chi non ha altro lavoro». È la dura accusa dei sette dipendenti rimasti fuori dal servizio di "refezione scolastica". I sette hanno da ridire anche sul metodo di individuazione dei dipendenti, assunti dalla cooperativa «Saturno srl» di Palermo, aggiudicataria del servizio.
«I dipendenti fino all’anno scorso erano quattordici – dichiara uno dei sette esclusi, Luca Di Lorenzo -, oggi ne sono stati riassunti soltanto sette». La richiesta dei sette è chiara: «Vorremmo capire quali siano i metodi di selezione utilizzati». Ad aggiungersi al “coro” delle proteste anche la Cisl modicana, con il segretario Giorgio Fede. «Vi è stato un modus operandi poco trasparente da parte dell’amministrazione modicana, prima dell’avvio del servizio, con l’affidamento alla nuova cooperativa che lo gestisce. Ci saremmo aspettati – commenta Fede -, come da prassi consolidata, una convocazione da parte degli amministratori. Ciò non è avvenuto». Il sindacalista della Cisl fa riferimento ai sette dipendenti rimasti “fuori” dalle assunzioni. «Non si può lasciare ben sette persone fuori, molti dei quali assolutamente mono reddito. Resta l’arcano della scelta degli assunti: non vorremmo – dichiara – che il criterio fosse quello delle segnalazioni. Se avessimo potuto confrontarci con l’amministrazione e la cooperativa “Saturno”, avremmo suggerito un contratto di solidarietà che riguardasse tutti i quattordici, con l’assegnazione di quattro ore ciascuno, invece di otto solo per la metà». Il responsabile della cooperativa «Saturno» Caruso, chiarisce: «La selezione è avvenuta secondo il mio personale criterio di fattività. Conosco bene tutti i quattordici dipendenti, per aver già quattro anni fa lavorato con loro. Oggi non era possibile riconfermarli tutti, quindi ho scelto quelli che reputo i migliori». L’annuncio finale di Caruso è ancor più preoccupante: «Avevamo stipulato un contratto per 350 pasti giornalieri ma oggi la richiesta è per meno di 200. A tal punto – conclude – ci troveremo, a fine mese, a ridurre ulteriormente: il numero delle ore oppure il numero dei dipendenti». L’assessore Cavallino si dice “molto dispiaciuto per quanto accaduto, avremmo voluto che fossero assunti tutti ma non ci sono state le condizioni per realizzare ciò”. 

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