La «maxi frode» alle assicurazioni, al via gli interrogatori per l’ex perito

Il cinquantunenne, titolare di un’autocarrozzeria, domani comparirà dal gip: gli indagati sono 73
Ragusa, Archivio

RAGUSA. Sarà interrogato probabilmente domani (il Gip del Tribunale ha cinque giorni di tempo dall’arresto, eseguito venerdì sera) il titolare di un’autocarozzeria accusato di aver simulato ben 200 incidenti per un danno alle compagnie assicurative di circa 500 mila euro. Si tratta dell’ex perito assicurativo, Salvatore Ruggieri, di 51 anni, arrestato dagli agenti della Squadra Mobile e della Polizia Stradale di Ragusa nell’ambito dell’operazione «Incidenti fantasma». L’indagine ha permesso di fare luce sulle truffe in serie messe a segno da Ruggieri che sarebbe stato il perno di un vorticoso giro di falsi incidenti insieme. L’uomo era stato radiato dall’albo dei periti assicurativi dopo essere stato condannato nel 2001 per reati analoghi. «Le indagini - hanno detto sabato i vice questori Francesco Marino e Gaetano Di Mauro - sono nate dopo avere notato alcune incongruenze. Ad esempio la mattina denunciavano un incidente il signor Rossi ed il signor Bianchi, la sera a denunciare un sinistro era la moglie del signor Rossi e la moglie del signor Bianchi, e così via». Secondo l’accusa Ruggeri, in concorso con gli altri 72 indagati e la compiacenza di periti assicurativi, aveva creato in città un sistema collaudato di truffe alla compagnie assicurative, simulando centinaia di falsi incidenti e procurando un danno patrimoniale ingente alle compagnie assicurative (Assicurazioni Generali, Bernese, Sai, Allianz spa, Toro, Fondiaria-Sai spa, Carige, Unipol, Milano Assicurazioni, Nuova Maa).
Secondo quanto accertato l’attività illecita, iniziata nel 2007, sarebbe andata avanti fino al 2012. Durante una perquisizione domiciliare in un’abitazione nella disponibilità dell’ex perito sono stati sequestrati documenti inerenti numerose pratiche assicurative relative con 46 moduli di constatazione amichevole di incidenti già compilati, l’ultimo dei quali riportava la data del 15 dicembre scorso. Nell’ambito dell’inchiesta è stata sequestrata l’autocarrozzeria utilizzata dallo stesso per svolgere l‘attività in quanto era priva della previste autorizzazioni. I sigilli, opposti venerdì sera, sabato mattina erano scomparsi ma sono stati ripristinati ed ieri sono stati rafforzati da una pattuglia della Polizia di Stato. All’interno dell’autofficina «Ruggicar», in uso a Ruggieri non è stato trovato materiale interessante per le indagini ma solo auto in riparazione. L’attività investigativa ha avuto inizio nel 2008 e si è protratta fino al 2012. Secondo il Pm Monica Monego l´arrestato utilizzava il suo codice fiscale, modificando il nome e cognome aggiungendo o togliendo vocali e consonanti e mettendo di mezzo pure persone decedute. Tuttavia, incrociando i dati acquisiti, gli investigatori hanno accertato che erano riconducibili al medesimo ben 117 incidenti stradali (nel periodo compreso tra il 31 gennaio 2001 e il dicembre 2008). Il sistema messo in piedi dal Ruggieri consentiva, dopo un breve periodo, di ripresentare sempre allo stesso perito compiacente, un nuovo CD-ROM contenente le foto dello stesso veicolo, talvolta provocando maggiori danni (come risulta dalle intercettazioni ambientali), per simulare altri sinistri e percepire maggiori risarcimenti.

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